Stabile, Milazzo non lascia |Dipasquale smentisce i rumors

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E' il direttore che smentisce le voci secondo cui il presidente avrebbe lasciato per le difficoltà nella chiusura. "Come al solito ci sono difficoltà - afferma - ma il bilancio è stato approvato e non ci sono state dimissioni".

CATANIA – Milazzo non lascia. Il presidente del Cda del teatro Stabile non si sarebbe dimesso.  Contattato da LiveSiciliaCatania è il direttore del teatro Stabile, Giuseppe Dipasquale a smentire le voci che tutto il giorno si sono rincorse a proposito delle presunte dimissioni. “Assolutamente no.  – dichiara Dipasquale – Milazzo non si è dimesso ed ancora il presidente”. Eppure, stamattina sembravano insistenti i rumors sul presunto abbandono di Milazzo, per via delle difficoltà di approvazione del bilancio. I debiti dell’ente sembrano essere davvero rilevanti tanto che, per poter chiudere il documento, dal teatro avrebbero chiesto in “prestito” al Comune i revisori dei conti. Un invio temporaneo che, però, non sembra sia andato a buon fine per incompatibilità, lasciando al Cda dell’ente la gatta da pelare. Ma Dipasquale smentisce anche questo.

 “Abbiamo approvato il bilancio preventivo 2015, e ciò ha permesso –  come aveva anche già assicurato l’assessore Cleo Li Calzi, di sbloccare di due dodicesimi i contributi della Regione e chiudere due mensilità per i lavoratori, febbraio e marzo. Come al solito ci sono difficoltà, come si sa, ma il bilancio è stato approvato e non ci sono state dimissioni. Stiamo lavorando, all’anticipazione del ministero e per sbloccare anche la seconda parte dei contributi in modo tale da regolarizzare il resto dei pagamenti dei lavoratori” – conclude il direttore. 

La gestione del teatro è stata di recente travolta da infuocate polemiche a causa delle gravi criticità economiche e finanziarie in cui versa. Nelle ultime settimane il Consiglio avrebbe tenuto più di un incontro al fine di chiudere il bilancio d’esercizio del 2014, ma i tentativi non sarebbero stati sufficienti. I membri del Cda non avrebbe, infatti, ancora approvato il bilancio, quest’ultimo finito, lo scorso aprile, sotto la lente d’ingrandimento della commissione Cultura e Bilancio del Consiglio comunale dopo le denunce di sprechi e “mala gestione” lanciate da alcuni lavoratori e sindacalisti.

 


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