CATANIA – “Preso atto della rilevante crisi economica finanziaria del Teatro Stabile di Catania che determina un grave disagio sociale a causa del ritardo nel pagamento degli emolumenti ai dipendenti.” Queste sono le parole usate per la convocazione urgente richiesta dall’Assessore Li Calzi ai sindacati e amministratori del teatro Stabile di Catania .
“L’Assessore Cleo Li Calzi – si legge in una nota – è stata molto chiara e diretta ieri al tavolo davanti ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, il direttore Dipasquale e un componente del cda, elencando tutta una serie di soluzioni per rilanciare e tirare fuori da una crisi stagnante cio’ che rimane del Teatro Stabile, come ad esempio un’anticipazione del Fus Ministeriale e del Furs Regionale(l’erogazione di quest’ultimo non è immediata). La sua attenzione, però, si è concentrata soprattutto sull’approvazione da parte dei revisori dei conti del bilancio previsionale 2015 che, se firmato entro il 23 di giugno, potrebbe sbloccare fondi regionali già stanziati che garantirebbero una boccata d’ossigeno ai lavoratori che in questi mesi hanno manifestato il loro disagio con diverse manifestazioni, l’ultima davanti al Comune di Catania dove la Cisl e la Ugl chiedevano al Sindaco Enzo Bianco di farsi garante di tutti i fondi che l’Ente percepiva, visto che poco e niente arrivava ai lavoratori”.
“Siamo nelle mani dei Revisori dei conti – afferma Antonio D’Amico della Fistel-Cisl provinciale- non approvare il bilancio prolungherebbe il sacrificio dei lavoratori e possiamo solo augurarci che quello presentato ieri dall’amministrazione sia in ordine”.
Appuntamento quindi rinviato il 23 giugno dall’Assessore.
“Ma l’ennesimo atto di cattiva gestione si è consumato in questi giorni allo Stabile: il Laboratorio di scenografia è stato smantellato dal Dir. Dipasquale e dal Cda. – denuncia il sindacalista – Da fiore all’occhiello nazionale con le sue produzioni di qualità si è trasformato in deposito, dove i macchinari sono stati imballati con l’incognita di non essere più utilizzati. Le conseguenze sarebbero pesanti sia per i livelli occupazionali, decine di precari specializzati licenziati, che per il futuro stesso dello Stabile che senza il suo Laboratorio si trasformerebbe in un Teatro mutilato”.

