PALERMO – Il caso Sviluppo Italia Sicilia torna in commissione Bilancio dell’Ars. Ed è la terza volta in sei mesi. La situazione della partecipata diventa sempre più drammatica. Ed è solo la punta dell’iceberg del disastro generale delle partecipate, travolte dalla crisi di liquidità della Regione siciliana.
Oggi i sindacati saranno ascoltati in seconda commissione. Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca Uil e Ugl Credito in un comunicato stampa tracciano un quadro agghiacciante della situazione della società, attaccando l’attuale e la precedente gestione. Perdite per tre milioni e mezzo, quasi due milioni di euro di indebitamento verso i fornitori, mezzo milione verso i dipendenti: questi i numeri secondo le sigle sindacali. “La carenza di liquidità mette a rischio l’operatività aziendale sino al possibile blocco delle attività”, scrivono le quattro sigle che hanno proclamato tre giorni di sciopero.
“Venerdì 27 novembre, l’azienda ha riconvocato i sindacati per comunicare che non potrà onorare il pagamento delle mensilità e i debiti maturati nei confronti dei lavoratori né fornire previsioni su quando questo potrà avvenire né su quando ritorneranno ad essere corrisposte le retribuzioni”, raccontano i sindacati, dopo aver esposto i contenuti di due precedenti e recentissime riunioni in cui sarebbero state prospettate soluzioni diverse. L’Ugl ha chiesto le dimissioni della presidente Carmelita Volpe, scelta da Crocetta dopo la presidenza di Cleo Li Calzi, oggi assessore regionale, anch’essa oggetto di critiche da parte dei sindacati.
I sindacati accusano il socio Regione di disinteresse, contestano la scelta di spostare la mission della società sull’assistenza tecnica, e chiedono: “Le istituzioni, Governo e Legislatore, devono assumersi le responsabilità di mettere la parola fine all’unico soggetto di proprietà della Regione Siciliana (acquistata nel 2008 per 10 milioni €) preposto alle politiche attive di creazione e sviluppo d’impresa che in 13 anni di attività ha contribuito alla nascita in Sicilia di oltre 10.000 nuove imprese”.
Ma Sviluppo Italia Sicilia non è la sola tra partecipate ed enti ad avere problemi con le spettanze dei dipendenti. Urgono trasferimenti di somme anche per Esa, Eas e consorzi di bonifica, dove si registrano ritardi nel pagamento degli stipendi. Il problema dei pagamenti per i duemila delal Sas è stato risolto ieri con la nomina del nuovo ragioniere generale (dopo che il contratto del precedente era scaduto da dieci giorni, di totale immobilismo, nella distrazione generale). Anche l’Ast cammina su un filo: gli stipendi di novembre sono stati pagati, ma la Cisl, citata oggi da Repubblica definisce a rischio lo stipendio di dicembre “se la Regione non verserà all’azienda i crediti che le spettano”. Il problema di fondo resta quindi quello della crisi di liquidità della Regione, aggravata dal raggiungimento delle soglie fissate dal patto di stabilità. Ieri, riporta oggi lo stesso quotidiano, il segretario generale dell’Ars ha scritto a Palazzo d’Orleans chiedendo il trasferimento delle somme spettanti per scongiurare il rischio di “non funzionamento del Parlamento”.
Aggiornamento: Dopo che la seduta della commissione Bilancio è saltata, è stata comunicata ai sindacati una convocazione per il 10 dicembre. Quello stesso giorno cominceranno i tre giorni di sciopero proclamati dai sindacati.

