Palermo, Mattarella al Foro Italico: "La mafia temeva Falcone" - LiveSicilia

Mattarella: “Falcone dimostrò che la mafia non era imbattibile”

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    Allora, invece, appresa la notizia, “Il presidente della Camera, Oscar Luigi Scalfaro, prende la parola per ricordare le vittime della strage di Capaci e decide d’infilare nel suo discorso quella domanda: è solo mafia quella? Trent’anni dopo una risposta ancora non c’è”. Tuttavia, come per incanto, a Oscar Luigi Scalfaro gli si schiusero le porte del Quirinale. Mentre, da sempre, “Il Sistema che lasciò solo Falcone lo celebra”.
    Della serie, insomma, una coltellata all’amico non si nega mai. E di amici con il coltello tra i denti, Giovanni Falcone ne aveva tanti. Prima e, a maggior ragione, dopo che era stato chiamato a Roma da Claudio Martelli, all’altissimo incarico. Ad aprire ufficialmente la serie dell’indice accusatore puntato contro, riscuotendo non pochi applausi in quel movimento di Ingroia puntigliosamente messo su per meglio raggiungere l’obiettivo, è stato l’allora e sempre sindaco di Palermo Leoluca Orlando Cascio. La cui capacità di amministratore tutto il mondo ci invidia. Ma si sa che nello Stivale, e in modo particolare in Sicilia, la regola d’oro di certi regolamenti di conti è: prima ti ammazzo e poi ti innalzo alla gloria degli uomini. Caduca com’è, del resto, a che ti servirà?

    Soltanto se le forze dell’ordine lavorano seriamente si puo’ sconfiggere a mafia. La lotta deve essere a 360 gradi dal posteggiatore abusivo a qualsiasi cosa fuori dalla legge.

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