PALERMO – “Ieri, all’Albero Falcone, in mezzo ai tanti cittadini, ho potuto ascoltare e apprezzare personalmente le parole della professoressa Maria Falcone, che hanno rappresentato un messaggio potente, autentico e profondamente unitario”.
Lo ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla in merito alle contestazioni avvenute ieri sotto l’Albero di Falcone durante il ricordo della strage di Capaci. Alcuni manifestanti hanno fischiato e esposto striscioni, tra gli altri, contro la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo.
“Quando ha ricordato che ‘Giovanni è nostro’, e quando ha invitato tutti a vivere quel momento nel raccoglimento, nel rispetto e nella memoria condivisa, ha parlato al cuore della città – continua il sindaco -. Ha ricordato a tutti noi che il ricordo di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta deve essere un momento che unisce e non che divide, pur nel rispetto di tutte le opinioni e delle contestazioni, come è giusto che sia in una democrazia libera”.
“Palermo ha il dovere di custodire quella memoria come patrimonio collettivo, senza appropriazioni e senza contrapposizioni. Lo sostengo da anni e lo ribadisco ancora oggi: il momento dell’Albero Falcone deve essere il momento della città, dei cittadini, dei giovani, delle famiglie, di chi crede nei valori della legalità e della giustizia. – ha aggiunto – Non una sfilata, non un luogo da monopolizzare politicamente da una parte o dall’altra”.
“La forza del messaggio di Maria Falcone è stata proprio questa: ricordarci che davanti al sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e di tutte le vittime della mafia, Palermo deve sapersi ritrovare comunità. Ed è questo lo spirito con cui continueremo a vivere il 23 maggio: nel segno dell’unità, della memoria e dell’impegno concreto contro ogni cultura mafiosa”.

