Strage di Ustica, 39 anni dopo| "Solo bugie e processi burla"

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Commenti

    Se dopo 39 anni non si è ancora potuta sapere neppure la nazionalità (Belgio, Francia o USA) del caccia che ha sparato il missile contro il DC9 Itavia cosa andiamo cercando? Fra quanti anni decadrà questo segreto militare che consentirà quantomeno, anche se sarà una magra consolazione per i parenti delle 81 vittime, di conoscere da dove sarebbe partito il caccia che ha abbattuto il nostro aereo di linea.

    Ciao Ramon Cipressi, stai dicendo cose estremamente gravi: la politica garantì “un’uscita indenne” ai generali accusati di alto tradimento. Si è dunque trattato di un processo farsa e, detto da te, che in altra occasione hai riconosciuto di essere professionalmente vicino all’Aeronautica Militare, c’è da pensare che possa esser vero. In tal modo, hai però detto di più. Perché, se questa circostanza è la corretta spiegazione del disinteresse al processo, allora Daria Bonfietti e la sua Associazione avrebbero sempre e spudoratamente mentito quando sostenevano di volere a tutti i costi la verità e la condanna dei responsabili. Questo, a mio avviso, è un argomento che deve essere chiarito. Altrimenti, chiunque potrebbe pensare all’esistenza di una illecita trattativa. E se trattativa c’è stata, il documentario di Rai tre di ieri come dovrebbe essere giudicato?

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Dopo i primi cinque posti della classifica Swg sul gradimento dei presidenti di Regione, al sesto posto si collocano a pari merito Michele De Pascale (Emilia-Romagna) e Stefania Proietti (Umbria), entrambi al 45%, anche se la governatrice umbra registra il calo più marcato rispetto al 2025 con otto punti in meno. Seguono Eugenio Giani (Toscana) al 42% (-5), Alberto Cirio (Piemonte) al 40% (-2), Marco Bucci (Liguria) e Francesco Acquaroli (Marche) al 37%, con il presidente marchigiano stabile rispetto allo scorso anno. Più indietro Attilio Fontana (Lombardia) al 35%, senza variazioni, e Marco Marsilio (Abruzzo), Alessandra Todde (Sardegna) e Vito Bardi (Basilicata), tutti al 33%, ma con cali rispettivamente di 2, 4 e 6 punti. Chiudono la graduatoria Francesco Rocca (Lazio) al 29% (-2) e Renato Schifani (Sicilia) al 25%, stabile rispetto alla precedente rilevazione.

Come volevasi dimostrare. È stata una farsa, hanno dato l' illusione che ci fosse un cambiamento. In realtà troppi collusi da smontare. Solo un intervento del Padre da lassù in questa terra bruciata.

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