Palermo, la suora indaga per truffa: il Vaticano ha deciso

La suora che avrebbe truffato i fedeli: la decisione del Vaticano

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L'esito di un'indagine voluta da Roma

PALERMO – Prima si è mosso il Vaticano, poi la Procura della Repubblica. La valutazione sulla gestione “spirituale” delle “Sorelle missionarie della misericordia” di Carini nel 2024 ha portato alla “soppressione” dell’istituto religioso.

Dopo è partita l’inchiesta giunta al giro di boa dell’avviso di conclusione delle indagini per truffa e autoriciclaggio firmato dal pubblico ministero Maurizio Bonaccorso e notificato nei giorni scorsi a suor Antonina Cataldo e al suo braccio destro Giuseppa Cardinale.

Il delegato pontificio

L’istituto è stato chiuso al termine delle verifiche del delegato pontificio. A Roma hanno scelto Domenico Mogavero, vescovo emerito di Mazara del Vallo. È stato lui a coordinare il lavoro. Le “Sorelle missionarie della misericordia” hanno presentato due ricorsi al collegio apostolico – l’ultimo lo scorso febbraio – e hanno sempre avuto torto.

Mancano gli ultimi adempimenti legati all’amministrazione dei beni dell’istituto religioso, al destino delle sette sorelle che ne fanno parte (laicizzarle o indirizzarle in un altro ordine?) e al percorso di “carità spirituale” nei confronti delle persone che frequentavano l’istituto.

Vanno seguite e accompagnate. Le vicissitudini di suor Antonina, figura carismatica a cui erano profondamente legate, è stato un trauma per i fedeli. Molti ne difendono l’operato.

Argomenti spirituali top secret

Il fascicolo del Vaticano riguardava “argomenti spirituali” top secret, che nulla c’entrano con la truffa contestata dai pubblici ministeri ma che ha finito, però, per ingrossare il dossier della Chiesa. Si va dal mancato avvicendamento alla guida dell’istituto religioso (con una gestione troppo personalistica da parte della madre superiora giunta alla soglia dei 90 anni) alle interferenze che suor Antonina avrebbe avuto nella vocazione di un sacerdote, pesando sulla decisione finale di fare un passo indietro.

Le denunce dei fedeli contro la suora

Poi sono arrivate le denunce di sette fedeli che si sono sentiti raggirati dalla suora. Avrebbe chiesto donazioni sostanziose, anche per l’acquisto di articoli “benedetti”, in modo da evitare la punizione divina o per chiedere la grazia di fronte alle difficoltà della vita che mettono a dura prova la fede. Nell’atto di accusa del pm Bonaccorso, il conteggio viene fissato in “almeno 210 mila euro (dei quali 177.500 in contanti)”.

La parola “almeno” ha un significato preciso: altri potrebbero essere stati raggirati, ma non hanno denunciato o hanno creduto nelle capacità della suora di “essere in contatto con entità spirituale”. Ci sono però persone pronte a giurare sull’onestà della suora e sulla missione che ha abbracciato da ragazza.


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