"Tangenti alla camera mortuaria del Cervello", arrestati tre dipendenti

“Tangenti alla camera mortuaria del Cervello”, arrestati tre dipendenti

Si ripete ciò che era emerso al Policlinico - NOMI

PALERMO – L’inchiesta sulle tangenti pagate nelle camere mortuarie per il rilascio delle salme si è subito allargata. Stavolta finiscono gli arresti domiciliari per corruzione tre dipendenti dell’ospedale Cervello di Palermo. Si tratta di Vincenzo Romano, 67 anni, da pochi mesi in pensione, Onofrio Leonardo, 61 anni, è Giuseppe Suriano, 56 anni.

A metà dicembre scorso era toccato a quattro dipendenti del Policlinico. Allora fu necessario l’interrogatorio preventivo, stavolta no perché si è manifestato il rischio di inquinamento probatorio. Una microspia piazzata dagli agenti della sezione anticorruzione della Squadra mobile avrebbe svelato le strategie degli indagati per mettersi al riparo dalle indagini.

Ed invece i poliziotti, agli ordini del dirigente della Mobile Antonio Sfameni, avevano già registrato tutto. Comprese le manovre da adottare qualora gli indagati fossero stati convocati dall’autorità giudiziaria.

La Procura della Repubblica di Palermo contesta non solo la corruzione ma anche l’associazione a delinquere. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la ricostruzione dei pubblici ministeri ed emesso la misura cautelare.

Il modus operandi si ripete. Gli indagati avrebbero accelerato le pratiche per la cura e il rilascio di salme di deceduti in ospedale, anche quando mancavano le autorizzazioni comunali. In alcune occasioni i dipendenti dell’obitorio, sempre dietro compenso economico, avrebbero favorito alcune imprese funebri, indirizzando i familiari dei defunti.

Così è accaduto ai parenti di un irlandese. I referenti dell’impresa funebre sono stati filmati mentre versavano a uno dei dipendenti una tangente da cinquecento euro. A metà dicembre, l’inchiesta sul Policlinico erano finiti ai domiciliari Marcello Gargano, 64 anni e Salvatore Lo Bianco, 58 anni. Mentre per altri 2 dipendenti, Antonio Di Donna di 62 anni e Giuseppe Anselmo, 66 anni, il gip aveva disposto la misura della presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e la sospensione dall’esercizio di pubblici uffici o servizi per un anno. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria anche per Marcello Spatola, Giacomo Marchese, Francesco Trinca, Nunzio Trinca, Davide Madonia.


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