PALERMO – A consegnare la busta con i soldi ad Angelo Pizzuto sarebbe stato Ignazio Pepati. Quest’ultimo è stato arrestato assieme al direttore della Motorizzazione di Palermo. Si trovano entrambi ai domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia da parte del giudice per le indagini preliminari. Sarà il Gip a convalidare o meno l’arresto in flagranza eseguito dai polizia stradale.
Il nome del 56enne Pepati apre uno scenario investigativo diverso. Dal 2023 è impiegato contabile in una società in house dell’Automobile Club Palermo. In passato ha lavorato direttamente alle dipendenze della sede palermitana dell’Aci, di cui Pizzuto è stato presidente nel 2014. Nel suo curriculum c’è anche l’esperienza di istruttore di scuola guida, su cui si indaga per spiegare la consegna del denaro. Secondo la Procura, si tratterebbe di una tangente.
Lo scorso agosto il presidente dell’Automobile Club d’Italia Antonino Geronimo La Russa ha firmato la delibera con la quale si avvia la liquidazione coatta amministrativa dell’Automobile Club Palermo. Un marchio storico quello palermitano fondato nella prima sede a Palermo in via Catania 2 da Vincenzo Florio nel 1913.
Negli ultimi anni la vita dell’Aci Palermo è stata travagliata. Prima un commissariamento, poi un ricorso al consiglio di Stato che aveva visto il ritorno alla presidenza di Angelo Pizzuto. Poi un nuovo commissariamento il 21 novembre del 2025, con la nomina di Cosima Di Stani, prefetto di Messina, a commissario straordinario. Ora la liquidazione, sommersi dai debiti.
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Ieri sera l’arresto di Pepati e Pizzuto, coordinato dal procuratore Maurizio de Lucia e dell’aggiunto Francesca Mazzocco. I due si sarebbero scambiati la busta, poi trovata al direttore nel corso di una perquisizione una volta rientrato a casa. Sotto la lente di ingrandimento potrebbero essere finite anche le vicende Aci. Un territorio finora inesplorato.




