PALERMO – Gli indagati hanno negato di avere pagato e ricevuto tangenti. Solo uno avrebbe spiegato di avere fatto delle regalie, pur respingendo l’accusa che si sia trattato di corruzione. È stato il giorno degli interrogatori di garanzia nell’inchiesta per corruzione alla Motorizzazione di Palermo.
Sono in cinque a rischiare l’arresto: il funzionario della Motorizzazione Salvatore Troncale, l’impiegato Mariano Rubino, l’ex istruttore direttivo Felice Cardinale (oggi in pensione) e i figli di quest’ultimo, Giuseppe e Michele Cardinale, che gestiscono autoscuole e agenzie di disbrigo pratiche automobilistiche.
Troncale ha risposto alle domande del giudice, negando di avere ricevuto denaro. Stessa cosa Giuseppe e Michele Cardinale, che hanno ricostruito i rapporti con il padre. I figli assecondavano le sue richieste di denaro nel periodo in cui collaborava con le agenzie. Diceva di dovere sostenere delle spese. Le cifre non convincevano, ma il figlio e titolare delle agenzie lo ha accontentato. Ad un certo punto ha detto basta e i rapporti si sono deteriorati. Nulla, però, c’entrerebbero le pratiche per il rilascio delle patenti da parte della Motorizzazione.
A spiegare la sua esigenza di denaro è stato il padre. Si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha chiesto di fare dichiarazioni spontanee davanti al Gip Filippo Serio. Ha spiegato di soffrire di ludopatia ed è per questo che chiedeva il denaro. Tangenti? Mai pagate, a suo dire si sarebbe trattato di piccoli regali per accelerare le pratiche ma non di corruzione per ottenere documenti di guida che altrimenti non sarebbero spettati ai clienti.
Secondo i pm Giulia Beux e Vincenzo Amico, presenti all’interrogatorio, ci sarebbe stato un tariffario. Si pagava fino a mille euro per ottenere una patente nautica per guidare le barche entro 12 miglia. A volte neppure si sarebbero presentati, ma risultavano registrati nei verbali con tanto di attestazione della prova superata. I documenti sarebbero stati falsificati ex post.
Una ventina gli episodi contestati fino al 2023 sulla base della ricostruzione della polizia stradale. Tra questi quello che riguarda l’ex portiere del Palermo Mirko Pigliacelli: nel giorno in cui risultava presente nel verbale degli esami era in ritiro con la squadra a luglio 2023. La polizia stradale sta ricostruendo la vicenda per valutare se Pigliacelli abbia sostenuto l’esame prima per essere registrato successivamente.
Oltre alle patenti nautiche i pubblici contestati diversi casi di conversione di documenti per guidare l’auto all’estero. Il Gip si è riservato sulla decisione se applicare o meno la misura cautelare.
La nota del legale di Pigliacelli
“Il mio assistito comunica di essere parte lesa nella medesima indagine della Procura di Palermo, che ha visto coinvolte numerose persone per le patenti nautiche rilasciate da una scuola siciliana – si legge in una successiva nota dell’avvocato Vittorio Coscarella -. Lo stesso ha sostenuto regolarmente gli esami prima del ritiro estivo precampionato quando giocava con il Palermo. Il signor Pigliacelli si è reso disponibile ad essere ascoltato dai Pm palermitani ed è fiducioso che presto verrà fatta chiarezza su una vicenda che non lo appartiene“.

