The Zen Circus: ritorno a Catania

The Zen Circus: ritorno a Catania

Da Sonica (era il 2001) ad oggi: l'intervista ad una band in stato di grazia. "Non vediamo l'ora di suonare".

Sabato sera al MA
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CATANIA. “Tanti ci scrivono da Catania: c’è molta attesa e siamo contenti! Non vediamo l’ora sia sabato”. Semplicemente The Zen Circus. Quelli che non ti aspetti, o forse sì, quando ti ritrovi a parlare della città che ospiterà la terz’ultima tappa del loro tour che ha toccato tutto lo Stivale.
 Ma, prima – sabato 7 al MA, per l’appunto -, Andrea Appino, Karim Qquru e Massimiliano “Ufo” Schiavelli saranno a Catania.

“Può sembrare banale dirlo ma siamo venuti a Catania in più occasioni. Ed è assolutamente un posto al quale siamo legati – ci dice il bassista Ufo Schiavelli -. Anzi, vorrei ricordare tempi ormai remoti che ci hanno visti passare da lì: momenti che hanno segnato le nostre prime uscite lontani da casa. Nel 2001 noi vincemmo una selezione per partecipare a Sonica, la rassegna di Misterbianco. E fu un’epopea! Ci muovevamo in camper e ci mettemmo due giorni solo per arrivare: e, poi, una esperienza sul palco davvero meravigliosa ed indimenticabile”.

La “Terza Guerra mondiale” è uscito a settembre scorso sotto l’etichetta La Tempesta Dischi: anche se può sembrare inappropriato dirlo, è un po’ l’album della svolta. Con una copertina che mette subito in chiaro le cose. Su cosa siano i The Zen Circus. E su come ci sia nulla di banale e scontato tra i dieci solchi dell’lp: “La copertina è stata, a detta di molti, indovinata. Racchiude tante cose che sono sviluppate dentro il disco: ci siamo noi tre con un tavolino del bar, un tavolino ed un aperitivo. Ma alle spalle c’è tutto distrutto. Un modo per racchiudere alcune riflessioni che si vivono all’interno dell’album”.

In “La Terza Guerra mondiale” c’è, poi, un riferimento per nulla inedito e, per questo, ancora più urgente. Quello alla cosiddetta provincia. “E’ in continuità a tante altre cose che avevamo fatto in precedenza come in “Ragazzo eroe” – prosegue Ufo -. Il rapporto, anche conflittuale, con la provincia è un aspetto che ci riguarda da sempre: il posto dove sei nato ci ha sempre stimolato molto. Noi siamo di Pisa ma la nostra città potrebbe essere la città di chiunque”.

Nell’album compaiono anche riferimenti all’amore: e, questo sì, è forse un tantino inaspettato. Ma nessuno s’illuda. Non si canta di quell’amore che fa rima con cuore. “Noi non siamo mai stati “predisposti” a questi argomenti perchè già nella musica italiana universalmente nota ce n’è già abbastanza. E c’è chi lo fa anche molto meglio di noi. Ma noi cerchiamo un approccio anche un po’ diverso. Io credo, però, che più l’amore compaiano dialoghi tra persone che non sono come nella classica canzone italiana tipo “io e te, io e te dove sei, cosa fai, mi manchi”. Noi proviamo a parlare di “io e te assieme a quello che ci circonda”: dei rapporti fra le persone magari impegnate nel sociale. Noi ci riteniamo un gruppo sociale”.

Verso dove vanno gli Zen Circus? “Stanno andando verso una vecchiaia bellissima! Il nostro banco di prova sono i live: abbiamo più brani, più cose! La band evolverà verso dei live sempre più interessanti. Abbiamo aggiunto un chitarrista, il Maestro Pellegrini, ed il risultato è stato veramente eclatante. Noi continueremo a fare canzoni: anche perchè non abbiamo una vena di sperimentatori. La sperimentazione non è nelle nostre corde: vorremmo che le nostre canzoni si continui a suonarle anche in spiaggia”.

Al MA di Catania sabato sera sarà una festa. La celebrazione della musica. E del coinvolgimento: “Per noi un concerto è come essere al compleanno di tutti. Una festa con un paio d’ore di roba: faremo in modo di fare ascoltare un po’ tutto. Con otto/nove album alle spalle non è sempre facile accontentare tutti ma credo che riusciremo a suonare quasi tutto. Ci sarà da divertirsi e Catania ci ha sempre regalato emozioni uniche. Noi ci aspettiamo molto!”.

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