PALERMO – Amat può tirare un sospiro di sollievo e risparmiare 11 milioni di euro. La commissione tributaria provinciale ha infatti accolto due ricorsi presentati dall’azienda contro il suo stesso proprietario, ossia il comune di Palermo, che a fine 2017 ha chiesto alla partecipata il pagamento della Tosap, ossia la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, sulle zone blu.
Un conto da 11,3 milioni di euro contro cui Amat ha presentato ricorso a febbraio 2018 e su cui la decisione è arrivata a fine dicembre. Gli avvisi di accertamento fanno riferimento al 2012 e si inseriscono all’interno di una diatriba che va vanti ormai da anni, tra sentenze a favore dell’una e dell’altra parte.
La tesi di Palazzo delle Aquile era che l’Amat fosse comunque una società per azioni che, dai parcheggi a pagamento, ricava dei profitti; una teoria che non ha convinto la commissione, visto che la società è comunque interamente di proprietà del Comune che inoltre la controlla e la dirige senza lasciare all’azienda alcuna autonomia di decisione, visto che gli amministratori devono comunque attenersi alle direttive impartite. “Il comune di Palermo – si legge nella sentenza – dispone della società come di una propria articolazione interna e essa non è altro che una ‘longa manus’ della pubblica amministrazione, al punto che l’affidamento pubblico mediante ‘in house contract’ neppure consente di configurare veramente un rapporto contrattuale intersoggettivo”.
Amat ha in gestione 17.145 stalli su strada e altri 300 in alcune aree previste dal Piano regolatore. Secondo i giudici il Comune ha affidato le zone blu alla sua azienda allo scopo di fronteggiare l’emergenza traffico e di garantire una manutenzione ordinaria: “Sicuramente – si legge ancora – l’affidamento non deriva da finalità della società affidataria di conseguire un profitto dalla gestione degli stalli”. E dal momento che Amat gestisce un servizio di interesse pubblico, non può pagare la Tosap.
“È strano, ma non canto vittoria perché tra il Comune e Amat il buon senso non dovrebbe determinare il contenzioso – commenta l’amministratore unico di Amat Michele Cimino – Sostengo da sempre che Amat e Comune sono due facce della stessa medaglia”.

