Trapani, sequestrata la Liberty Lines. C'è chi rischia l'arresto

“Corruzione e frode”: sequestrata la Liberty Lines, c’è chi rischia l’arresto

Un lungo elenco di contestazioni. La nota dei legali

TRAPANI – Una maxi inchiesta della Procura di Trapani coinvolge la Liberty Lines. La compagnia di navigazione è finita sotto sequestro, ma il provvedimento preventivo riguarda una cifra complessiva di 100 milioni di euro e colpisce armatori, manager e dirigenti della società.

Per alcuni di loro i pubblici ministeri hanno chiesto un’ordinanza di custodia cautelare. In otto rischiano di finire agli arresti domiciliari, per tanti altri potrebbe scattare l’obbligo di dimora. Il giudice per le indagini preliminari ha fissato gli interrogatori preventivi per lunedì prossimo.

La guardia di finanza ha eseguito una serie di perquisizioni. Gli indagati sono 46, oltre alla Liberty Lines e alla Sns Società di navigazione siciliana. Verifiche in corso anche negli uffici della Capitaneria di porto. La Procura guidata da Gabriele Paci contesta i reati di corruzione, frode nella pubblica fornitura, truffa, falsità ideologica, attentato alla sicurezza dei trasporti e violazioni delle norme sulla navigazione.

Le avarie delle navi Liberty Lines

L’inchiesta ruota sui finanziamenti erogati dalla Regione siciliana per i collegamenti con le isole minori garantiti da Trapani con traghetti e aliscafi. Alla Liberty Lines viene contestato di non avere segnalato una settantina di avarie ai mezzi nell’arco di due anni.

Una mancanza che avrebbe impedito alla Regione di eseguire i controlli necessari e consentito alla compagnia di incassare ugualmente i finanziamenti. Ed invece le violazioni avrebbero potuto portare alla revoca della concessione per le omissioni sia in tema di sicurezza che di efficienza del servizio.

La nota della compagnia

Gli avvocati della Liberty Lines e degli azionisti spiegano in una nota che “il decreto di sequestro ai danni dei loro assistiti è stato emesso, dalla procura della Repubblica di Trapani, in carenza sia di qualsivoglia ragione di urgenza sia degli ulteriori presupposti che avrebbero consentito l’adozione. Nei modi e termini di legge si rappresenteranno al giudice i vari elementi che ne impongono la caducazione ripristinando la piena operatività della società”.

La nota è firmata dagli avvocati Alfonso Furgiuele, Lorenzo Contrada e Giovanni Di Benedetto che anticipano dunque quando sosterranno nella linea di difesa. Lunedì prossimo inizieranno gli interrogatori.

I collegamenti con le isole Eolie ed Egadi, con Lampedusa e Linosa, Ustica e Pantelleria vengono garantiti regolarmente da tre amministratori giudiziari che hanno il compito di mandare avanti l’azienda e “ripristinare le condizioni di legalità”.

In passato la Liberty Lines era già finita sotto inchiesta. Secondo l’accusa, che non ha retto al vaglio dei giudici, in cambio di tangenti sarebbe stato consentito alla Ustica Lines, poi diventata Liberty Lines, di mantenere il monopolio nei collegamenti marittimi con le isole minori. A novembre 2024 per la società, l’armatore Ettore Morace e altri imputati era arrivata l’assoluzione.


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