TRAPANI – Il centrodestra trapanese chiede al sindaco Giacomo Tranchida di chiarire i contorni della vicenda PalaShark. Si tratta del caso legato alla convenzione tra Palazzo D’Alì e il club che milita nella massima serie del basket.
Caso PalaShark, parla l’opposizione
“La vicenda Trapani Shark–Comune di Trapani non può essere liquidata con frasi di circostanza e buone intenzioni”, si legge in una nota a firma di dieci consiglieri, tra cui Maurizio Miceli, presidente provinciale di Fratelli d’Italia.
Attacco a Tranchida
E ancora: “In campagna elettorale il sindaco esibiva con orgoglio il rapporto con Valerio Antonini (patron del club, ndr), rivendicandolo come garanzia di sviluppo, tra applausi di assessori e consiglieri, conferenze stampa, interventi televisivi. Antonini era la prospettiva che consentiva di coprire le mancanze amministrative”.
I consiglieri comunali d’opposizione, in merito alla vicenda del PalaShark, ricordano: “Nel 2023 l’acquisto della pompa antincendio da 15.000 euro + Iva rese agibile il palazzetto e quindi Antonini era un santo, la presenza di Tranchida al matrimonio, la cittadinanza onoraria, il posto fisso nel parterre del PalaShark. Poi, quando ha iniziato a denunciare inefficienze, sono arrivati attacchi e accuse strumentali”.
“Tutti sapevano”
Miceli e gli altri nove consiglieri comunali d’opposizione che “Tranchida, l’assessore Barbara, il segretario generale Panepinto e il dirigente Amenta erano perfettamente a conoscenza della trasformazione del club in Srl”. “Lo dichiarava già Tranchida durante lo scontro televisivo, come fosse un allusione per demotivare il presidente del basket – aggiungono -. Perché allora non intervennero subito? C’è stato qualche intervento per dissuaderli? Perché dicono che la convenzione dovrebbe essere dichiarata decaduta solo dopo un anno, a stagione avviata, tradendo 3.500 abbonati e dissuadendo investimenti e tifosi? Perché il consiglio comunale è stato escluso da tutto questo?”.

