Travolti dal ciclone populista | La paralisi di Forza Italia e Pd - Live Sicilia

Travolti dal ciclone populista | La paralisi di Forza Italia e Pd

Dem alle prese col congresso, forzisti immobili o quasi di fronte allo sfondamento di Salvini.

Mentre gli ultimi sondaggi raccontano di un’ascesa inarrestabile del consenso della Lega, i due principali partiti rimasti all’opposizione del governo nazionale giallo-verde continuano ad apparire impantanati. Ancora di più in Sicilia. E se nel Partito democratico la malattia appare ancora una volta quella della guerra fratricida tra correnti, Forza Italia invece offre un’immagine di quasi immobilismo e di smarrimento di fronte all’erodersi del suo consenso e alle mutata geografia del vecchio centrodestra.

Aspettando il congresso

Nel Pd si guarda al congresso. Quello nazionale dovrebbe essere celebrato all’inizio dell’anno prossimo, prima delle Europee. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti è pronto a correre per la segreteria e ha avuto nei giorni scorsi un sostanziale endorsement da Areadem, la corrente di Dario Franceschini che si è riunita a Cortona. Matteo Renzi non dovrebbe candidarsi ma la sua area dovrebbe esprimere una candidatura, forse una donna forse Graziano Delrio o Matteo Richetti forse chissà. Tutto resta ancora molto fluido. E la Sicilia sta a guadare. Eppure, il congresso regionale dovrebbe celebrarsi con un certo anticipo rispetto al nazionale, possibilmente entro la fine di quest’anno. Cioè praticamente dopodomani. Ma il partito siciliano sembra ancora in alto mare su questo fronte. Il risultato è che il Pd continua a essere in Sicilia un partito sostanzialmente acefalo, visto che il segretario regionale Fausto Raciti già da mesi ha considerato esaurita la sua esperienza. Gli organismi del partito sono fermi. E se a Roma si cerca di battere un colpo con la manifestazione in programma il 30 settembre nella Capitale “per costruire un’alternativa alla politica dell’odio, del declino, dell’isolamento e della paura”, nell’Isola poco o nulla si muove. Un gruppo accomunato da una certa distanza critica dai renziani ha accennato a un inizio di confronto prima dell’estate, ma ancora tutto rimane sotto traccia in attesa degli eventi. Anche per conoscere i tempi del congresso, per i quali si attende comunque Roma.

Forza Italia calante

E se nei sondaggi il Pd almeno tiene, Forza Italia sembra invece colare a picco, travolta dal ciclone Salvini. La Lega nelle rilevazioni vola sopra il 32 per cento, il partito di Berlusconi è calato di 1,7 punti nell’ipotesi più “benevola” (SWG) e addirittura di 2,7 punti in quella più negativa (Lorien). I forzisti nei sondaggi viaggiano ormai sotto le due cifre e restano a metà del guado. Perché nel partito prevale al momento la volontà di non mandare in frantumi l’alleanza di centrodestra che governa in sei regioni (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise e Sicilia). E così l’opposizione al governo giallo-verde dei berlusconiani è piuttosto strabica, linea dura contro i grillini, morbida verso Salvini. E se l’ultimo baluardo del consenso forzista, la linea Maginot che prova a resistere allo sfondamento del nuovo uomo forte Salvini, resta il Sud, dal Mezzogiorno non emerge una classe dirigente del partito che si faccia sentire con una voce sola e un leader riconosciuto. Certo, l’insofferenza del partito siciliano c’è e s’è vista tutta nella famosa sortita di Gianfranco Miccichè contro Matteo Salvini nei giorni della nave Diciotti. Ma uno “stronzo” (testuale) non fa primavera. Le ansie del partito siciliano di fronte all’avanzata leghista restano abbastanza sotto traccia. Renato Schifani sempre in quei giorni chiese a Forza Italia di “battere un colpo”. Parole significative dette da un veterano azzurro come l’ex presidente del Senato. E invece si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Ancor più in Sicilia dove il seppur carismatico commissario regionale Micciché è fatalmente assorbito dalla sua carica di presidente dell’Ars. Su questo tema ci fu un accenno di dibattito qualche mese fa, subito naufragato. Intanto, Salvini e i suoi si organizzano nell’Isola e Musumeci e il suo movimento guardano con interesse alle mosse leghiste. Aspettando che prima o poi Forza Italia batta il famoso colpo.


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