CATANIA – Processo Ciancico: il giorno della sentenza. Il notaio, accusato di falso, truffa e peculato è stato condannato in primo grado a tre anni di reclusione. Il responso, arrivato dopo due lunghe ore di camera di consiglio, è in linea con buona parte delle richieste formulate dal legale della difesa, Giovanni Grasso. Il notaio, interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici, dovrà pagare le spese processuali e di quelle sostenute delle parti civili. Il Tribunale ha accolto la richiesta della difesa di applicare le attenuanti generiche e ha rigettato la richiesta di confisca avanzata dall’accusa. Durante la requisitoria, infatti, il Pm Barbara Tiziana Laudani aveva chiesto nove anni di reclusione per il noto professionista e la confisca di un milione e centoquattordici mila euro (equivalente delle somme sottratte ai clienti).
Il Pubblico Ministero, inoltre, non scorgeva la possibilità di concedere le attenuanti generiche all’imputato, come richiesto invece dall’avvocato Giovanni Grasso per motivi legati alla salute del notaio (“una grave compromissione della facoltà di giudizio”) e per la buona condotta dimostrata in sede processuale. La decisione del Pm, invece, nasceva dalla serietà del danneggiamento prodotto alla collettiva che nutre profonda fiducia nella figura notarile, dal “grave danno d’immagine per lo Stato” e la violazione “dei doveri” imposti dalla professione. Grasso, in sede di arringa difensiva, aveva chiesto di accogliere la richiesta di patteggiamento, avanzata durante l’udienza preliminare, e aveva rigettato la richiesta di confisca e risarcimento.

