Al via il G7 di Taormina | Il compromesso sui migranti

Al via il G7 di Taormina | Il compromesso sui migranti

In foto il presidente Usa nel corso del summit. I GRANDI AL TEATRO GRECO - FOTO

Il vertice fra le superpotenze
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TAORMINA (MESSINA) – Foto di famiglia per i leader del G7 con il suggestivo sfondo del Teatro Greco di Taormina. Il premier Paolo Gentiloni era al centro, in mezzo ai due capi di Stato Donald Trump ed Emmanuel Macron. Ha preso il via ufficialmente il vertice di Taormina. L’agenda sulla quale restano divisioni di vedute tra alleati europei e gli Usa è molto ricca: in particolare sul clima e il commercio, mentre sulla lotta al terrorismo c’è una maggiore unità di intenti. “Pronto a impegnare i leader del G7 su molte questioni come la crescita economica, il terrorismo e la sicurezza”: è il tweet postato pochissimi minuti fa da Donald Trump, subito dopo la cerimonia di apertura.

Il presidente Usa nella tarda serata di ieri era atterrato all’aeroporto di Sigonella, nel Siracusano. Trump proveniva da Bruxelles, dove aveva partecipato al vertice straordinario della Nato. In compagnia della moglie Melania, Trump ha salutato dalla scaletta dell’Air Force One. Il presidente Usa è stato accolto dalle autorità italiane sulla pista dell’aeroporto di Sigonella. La first lady, sorridente, indossava un tubino nero senza maniche. Ad annunciare l’arrivo in Sicilia è stato lo stesso presidente Usa, che ha twittato un breve video in cui viene ripresa la discesa dall’aereo della coppia presidenziale.

“Taormina è un posto che unisce cultura e natura, siamo molto felici di accogliervi qui, in Sicilia: un posto strategico nel centro del Mediterraneo”: con queste parole il premier Paolo Gentiloni ha aperto la colazione di lavoro del G7. Gentiloni è seduto tra Trump alla sua destra e Macron alla sua sinistra. Prima dell’inizio della colazione le immagini hanno mostrato Trump parlare a lungo con la cancelliera Angela Merkel, seduta alla sua destra.

Aggiornamenti

Il G7 di Taormina si dovrebbe chiudere, come atteso, con un comunicato finale ‘snello’: solo 6 pagine contro le 30-40 che hanno caratterizzato finora le conclusioni dei precedenti vertici. Il comunicato dovrebbe poi essere accompagnato da una dichiarazione, allegata, sulla lotta al terrorismo.

Sui migranti “è stato raggiunto un buon compromesso: si riconosce l’approccio globale al problema, anche a lungo periodo con il coinvolgimento dei paesi di origine e la responsabilità condivisa”. E’ quanto spiegano fonti diplomatiche italiane che seguono il dossier. La discussione vera e propria al tavolo del G7 “ci sarà domani” ed è “ovvio si continui a lavorare sui due paragrafi” ad hoc del testo finale, ma “non ci sono problemi” con gli americani, che hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza.

Incontro tra il presidente americano Donald Trump e la premier Theresa May a margine del G7 di Taormina. I due leader, si apprende da fonti Usa, hanno confermato il loro impegno per un accordo commerciale post-Brexit.

I sette leader del G7 hanno firmato la dichiarazione contro il terrorismo.

E’ stata poi il primo ministro britannico Theresa May a tenere in mano il testo della dichiarazione al momento della foto dei leader dopo la firma congiunta del documento. I Sette Grandi hanno poi salutato con baci e abbracci May che sta per ripartire per Londra, lasciando il vertice.

C’è un’atmosfera di discussione diretta e sincera che si traduce in punti di convergenza sulle maggiori questioni: dalla Siria alla Libia ai temi del commercio internazionale, su cui si sta ancora lavorando”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni, a margine dei lavori del G7 di Taormina sottolineando che la “discussione diretta di oggi porta a punti in comune su cui si può lavorare”.

“Noi leader del G7 esprimiamo la nostra più sentita vicinanza e le nostre sentire condoglianze per il brutale attacco e le vittime di Manchester che dimostra come dobbiamo rafforzare i nostri sforzi e trasformare i nostri impegni in azioni”. Lo scrivo i Leader del G7 nella dichiarazione comune per la lotta al terrorismo. “Condanniamo in modo più deciso possibile il terrorismo e tutte le sue manifestazioni: la lotta al terrore rimane una delle maggiori priorità del G7. Siamo uniti nel rendere sicuri i nostri cittadini e preservare i loro valori e stili di vita”.

“Pur sostenendo i diritti umani dei migranti e rifugiati, riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati di controllare i loro confini e fissare chiari limiti ai livelli netti di immigrazione, come elementi chiave della loro sicurezza nazionale e del loro benessere economico”. Lo si legge in una bozza del documento finale del G7, tuttora sottoposta a un negoziato aperto, che l’ANSA ha potuto visionare.

Nella bozza, che secondo fonti vicine al negoziato risente fortemente delle pressioni della delegazione statunitense contro un piano più ambizioso sui migranti, i leader riconoscono “la necessità per i migranti di avere un sostegno il più possibile vicino ai loro Paesi d’origine, in modo di permettere loro di farvi ritorno e ricostruire le loro comunità”. Accanto a questa apertura, vi è tuttavia l’affermazione dei diritti dei Paesi accoglienti di difendere i propri confini e la propria sicurezza. Accanto alle partnership per aiutare i migranti nei Paesi d’origine, nella bozza c’è l’impegno “a proteggere i rifugiati e salvaguardare i più vulnerabili migranti e rifugiati, come donne a rischio, adolescenti, bambini e minori non accompagnati”. Ma c’è anche l’impegno dei Paesi a “far valere i controlli alle frontiere e fissare meccanismi di rimpatrio e riammissione”: meccanismi che vengono definiti “strumenti essenziali per ridurre la migrazione illegale, per combattere i trafficanti, il lavoro forzato, la schiavitù moderna”. I leader s’impegnano anche ad “affrontare i problemi legati al crimine organizzato transnazionale, all’estremismo violento, il terrorismo e il commercio illegale”. In questo modo, concludono i due paragrafi dedicati ai migranti, “saremo in grado di difendere gli aspetti positivi dei migranti pur riconoscendo i diritti intrinseci dei Paesi accoglienti a stabilire politiche nel loro interesse nazionale”.

Durante i negoziati al G7 “abbiamo detto chiaramente che vogliamo che che gli Usa rispettino l’impegno preso con l’accordo sul clima” di Parigi. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Tuttavia “gli Usa hanno chiarito di non aver ancora preso una decisione e che tale decisione non verrà presa qui”, ha aggiunto la Merkel. A fronte delle divisioni su commercio internazionale e clima, la cancelliera ha parlato di unità d’intenti del G7 sul fronte del terrorismo.

“Nel rinnovarvi il benvenuto a Taormina, e in Italia, desidero esprimere il mio apprezzamento l’impegno significativo di questo foro nell’affrontare le prove difficili che abbiamo di fronte a noi, attraverso un’opera di paziente e tenace aggregazione di consenso sui temi più complessi”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rivolto ai leader del G7 nel brindisi prima della cena all’hotel Timeo a Taormina.

“Siamo nel tempo dell’urgenza – di una estrema urgenza – per affrontare le prove e le minacce che abbiamo di fronte” per fornire “soluzioni concrete e sostenibili”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al G7, affermando che “risposte ambiziose dobbiamo ai nostri cittadini di fronte al terrorismo che ancora una volta in questi giorni ha compiuto orribili stragi”.

La comunità internazionale deve dare “risposte che dobbiamo a quanti, vittime della guerra e dei conflitti, del sottosviluppo e delle conseguenze dei cambiamenti climatici, si mettono in viaggio ogni giorno alla ricerca di salvezza, di un avvenire migliore”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento al brindisi prima della cena dei leader al G7. Per Mattarella, governare i fenomeni “è dovere della comunità internazionale prima che il loro manifestarsi imponga, per la loro dimensione e la loro urgenza, l’adozione di soluzioni emergenziali e di corto respiro”. “E’ imprescindibile- afferma il Capo dello Stato – dunque, adottare un approccio strategico nel quale tutti si sentano – e lo siano realmente – pienamente coinvolti”.

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