PALERMO – Si ritorna all’antica, ma non da subito. Il Palermo è pronto a partire alla volta di Udine ben sapendo di dover quantomeno iniziare con lo stesso problema dell’esordio in campionato contro il Genoa. La punta non ci sarà, almeno dall’inizio, perché Djurdjevic non è ancora pronto per partire da titolare e perché Gilardino ha sostenuto solamente un allenamento dal suo arrivo trionfale nel capoluogo siciliano. Troppo poco per vederlo in campo, figurarsi dal fischio d’inizio. Quindi al “Friuli” sarà ancora Vazquez con Quaison e Trajkovski, o in alternativa uno dei due, in attesa di poter tornare a giocare con l’italo-argentino alle spalle di una punta vera, di un centravanti che possa sostenere da solo il peso dell’attacco.
Gilardino non snatura tatticamente il Palermo che si era formato nel ritiro estivo. L’idea iniziale di Iachini di schierare Vazquez dietro a Belotti, o addirittura Vazquez e Trajkovski alle spalle di una sola punta, torna nuovamente d’attualità con l’arrivo del bomber biellese, che in carriera ha dimostrato di sapersi destreggiare sia da unico riferimento offensivo che in coppia con una seconda punta. Quanto di meglio non si potesse chiedere, dato che in rosa i trequartisti abbondano e almeno due di questi (Quaison e Trajkovski) hanno dato prova di poter funzionare avanzando il proprio raggio d’azione di qualche metro.
Ad oggi la soluzione più ovvia appare essere il 3-5-1-1 con Vazquez a fare da rifinitore per il Gila. Il modulo classico del Palermo di Iachini, il modulo che ha esaltato le doti da realizzatore di Paulo Dybala e quelle di assist man di Vazquez, che adesso conta di servire palloni decisivi per uno dei più grandi opportunisti d’area dell’ultimo decennio in Italia. Mister 178 reti in Serie A può andare a nozze con l’azzurro, che può innescarlo sul filo del fuorigioco dando così al Palermo un’arma da non sottovalutare in area di rigore. Una coppia che può funzionare, avendo Gilardino caratteristiche ben diverse da quelle di Belotti, che nell’unica partita stagionale disputata in rosanero (la sfida di Coppa Italia con l’Avellino, ndr) non aveva mostrato un grande feeling con il numero venti.
L’alternativa, qualora Iachini volesse cambiare “vestito” alla propria squadra, è il Gilardino centravanti boa con una seconda punta a fare da satellite. Sempre con Vazquez dietro ad ispirare l’attacco, Iachini può proporre un 4-3-1-2 o un 4-3-2-1, a seconda dell’interprete da affiancare all’ex Fiorentina. La prima ipotesi vede favorito Quaison, il che farebbe di Gilardino un centravanti di sponda, ruolo quasi limitativo per un bomber di razza come lui. La sua posizione da centravanti, però, potrebbe essere decisiva nell’aprire spazi alla velocità dello svedese, ormai stabilmente impiegato da punta. L’ultima opzione, infine, è quella della coppia Vazquez-Trajkovski alle sue spalle, col macedone libero di spaziare in avanti e tentare anche la sortita a rete. Ma l’obiettivo resta lo stesso: far segnare Gilardino. E con una batteria di fantasisti di questo calibro, un bomber così può solo banchettare.

