Cosa fai? Vorresti rivedere tutto quello che è successo. Collegarti con la cabina di regia, nascosta oltre le poche nuvole bianche, nel chiarore del campo più bello del mondo.
Cerchi un microfono, qualcosa, per dire a chi è in ascolto: “Fatemi rivedere un attimo, un solo frammento, vi prego, perché soffro, perché non ho capito”. Ma il Var non esiste a quei livelli. Tutto è compiuto e basta, da tempi immemorabili.
Cosa fai, allora? Con pazienza e infinito coraggio riprendi i pezzi, li tagli, li cuci, ti crei la tua moviola della memoria. Non ritrovi tutto, ma ti imbatti in una promessa di ritrovarsi. In qualcosa che indica un altrove.
Devi crederci? Non lo sai. Somigli un po’ a Kevin Costner che cerca suo padre, in un famoso film, e vorresti andare oltre la siepe. Non ti è permesso. E ti incazzi (sì, si può scrivere per le separazioni assolute). Tanto poi un giorno sarà la figura oltre la siepe a scavalcare la trincea. Per correre da te.
Giorgio Perinetti, navigatissimo uomo di sport di livello internazionale, approdato a Palermo per la fortuna dell’Athletic Club, quel libro lo ha scritto, mentre aspettava nel prato dei sogni. Nel frattempo, combatte.
‘Quello che non ho visto arrivare’ è il compendio disponibile del rapporto di intenso amore e di straziante dolore dedicato alla figlia Emanuela, morta nel 2023, a 34 anni, per anoressia. Papà Giorgio ha pubblicato con Michele Pennetti per Cairo Editore. In precedenza, aveva perso la moglie Daniela.
Guardiamo, non avendola conosciuta, il volto solare di Emanuela Perinetti e ci sembra impossibile. Ci pare atrocemente ingiusto che una ragazza con un’anima talmente luminosa e visibile non cammini più sulle strade note.
Un infinitesimo della stessa impossibilità che suo padre, con il valore dell’onestà, ha confessato. Ci sentiamo spiazzati e dolenti per il suo lutto.
Lo stesso drammatico straniamento che provammo quando Sandro Ciotti interruppe la ‘Domenica sportiva’ e annunciò con la sua voce roca: “E’ morto Gaetano Scirea”. O quando ci comunicarono che Pablito se n’era andato, per sempre giovane, lasciando l’istantanea eterna della tripletta inflitta al portiere brasiliano Valdir Peres.
Ma noi siamo fuori, per quanto con patrecipazione, fuori dalla porta di quella storia che intuiamo appena e basta a sconvolgerci. Ne sfioriamo la vastità per sottrazione, se riflettiamo su ciò che non sappiamo immaginare. Perché la bellezza e la bontà debbano confluire nel rito del distacco è un concetto che nessun vivente accetta.
Cosa fai, allora? Puoi sperare, pregare, chiedere e avere l’impressione che non ci sia nessuno, che la cabina di regia resti vuota per ferie. Oppure, magari, scrivi e scopri la magia delle parole. L’invasione di campo dell’amore, mentre eri quasi convinto di averlo perduto.
Papà Giorgio ha fatto il viaggio per noi. Ha attraversato la disperazione per approdare alla speranza più difficile: quella che non si vede, però ha un profumo fortissimo. Gliene siamo grati e lo abbracciamo con affetto.
La presentazione
Giorgio Perinetti presenta a Palermo “Quello che non ho visto arrivare”, il libro che racconta la storia della figlia Emanuela, deceduta a causa dell’anoressia il 29 novembre 2023. L’evento si svolgerà oggi, lunedì 19 gennaio, alle ore 18 nei locali de La Cavallerizza in via della Vetriera 64.


