Una poltrona per due | La sfida Romano-Scoma

Una poltrona per due | La sfida Romano-Scoma

Francesco Scoma, Silvio Berlusconi e Saverio Romano

L'arrivo in Sicilia di Berlusconi avvia le manovre nel centrodestra per la corsa a Palazzo delle Aquile.

PALERMO – Una poltrona per due. Saverio Romano e Francesco Scoma hanno “puntato” decisamente il ruolo di sindaco di Palermo. E la “discesa” di Silvio Berlusconi in Sicilia, lo scorso weekend è stata l’occasione per testare le proprie ambizioni. Ma la poltrona è una. E gli aspiranti nel centrodestra sono due. Per il momento, almeno. “Romano e Scoma – conferma il commissario di Forza Italia Gianfranco Micciché – mi hanno confermato di essere disponibili a correre per la guida di Palermo. Ed è una buona notizia: è gente che vuole metterci la faccia. Ma non sono i soli. Sono stati in tanti a chiedermelo. Vedremo”. E proprio Micciché era presente all’incontro all’hotel Villa Igiea con lo stesso Berlusconi, Romano e il capogruppo del Cantiere popolare all’Ars Toto Cordaro. Stanze 229 e 230 del noto albergo palermitano. Liste di entrata nel corridoio, qualche big rimasto fuori. Un incontro durato quasi tre quarti d’ora. Dal quale, però, i partecipanti sono usciti con impressioni diverse.

Secondo Romano, infatti, dal leader di Forza Italia sarebbe giunto una specie di “via libera” alla candidatura. Una candidatura alla quale avrebbe accennato lo stesso ex ministro. “E’ punto d’onore – avrebbe risposto Berlusconi a Romano – fare il sindaco della tua città. Lo potrai raccontare ai tuoi nipoti”. Una “benedizione” politica chiarissima, insomma. Non la pensa esattamente allo stesso modo, però, Micciché: “Quell’incontro – racconta – è servito per consentire a Silvio di dialogare con i leader di Ala. Il riferimento al prossimo sindaco di Palermo è saltato fuori alla fine, con una battuta di Romano che ha chiaramente affermato di voler correre per diventare il primo cittadino. Berlusconi si è limitato a rispondere che ‘fare il sindaco della propria città è un fatto che si può raccontare ai propri nipoti”.

Cambia tutto, evidentemente. Anche perché, secondo Micciché, è pure troppo presto per parlare di nomi: “Non è chiaro nemmeno quale sia il candidato di centrodestra a Roma – dice – figuriamoci a Palermo, dove si voterà tra un anno… Al momento – aggiunge Micciché – siamo impegnati nella costruzione di una coalizione vincente, di un progetto che possa essere esteso a Palermo come a Messina e come a Palazzo d’Orleans. Il candidato sarà il frutto anche di quel dialogo. Nel quale so bene che qualcosa si dovrà cedere e qualcosa si potrà pretendere”. Ancora presto, insomma, per Micciché che rivela: “Quella di Romano è una aspirazione assolutamente legittima, così come lo è quella di Scoma. Ma non sono, loro due, gli unici ad aver manifestato questa volontà. Vedremo”. Non sarebbe un problema, però, l’avvicinamento di Ala a Renzi. “Quella – dice Micciché – è una questione nazionale. Mi occupo della Sicilia. E in Sicilia, gli uomini di Romano sono contro Crocetta. Mi basta questo”.

Per Micciché, però, al momento Forza Italia non ha ancora deciso. Altro che “investitura” di Romano da parte del Cavaliere. Una notizia che, nelle ore immediatamente successive alla visita di Berlusconi, aveva scatenato indiscrezioni riguardanti uno Scoma fortemente infastidito del trattamento riservatogli a Palermo. Sia per il fatto di non aver preso parte a un incontro “privato” col leader, sia addirittura per non aver trovato posto, in occasione della cena del sabato, attorno allo stesso tavolo dell’ex premier. Una indiscrezione, quest’ultima, seccamente respinta da altri azzurri. Con una smentita, però, che apre nuovi scenari. “Scoma non era al tavolo di Berlusconi – ha spiegato il capogruppo all’Ars Marco Falcone – solo perché si è deciso che lì sedessero solo i deputati regionali, che non hanno la possibilità di incontrare frequentemente il Cavaliere. Oltre a noi, c’era solo l’eurodeputato Salvo Pogliese”. Potrebbe essere lui il “preferito” di Berlusconi per la corsa alle elezioni regionali.

Ma questa è un’altra storia. Lo stesso Scoma, tra l’altro, allontana le nubi: “Con Berlusconi ho trascorso buona parte della giornata – spiega – accompagnandolo ad esempio in alcune pasticcerie palermitane. Con lui non c’è nessun problema. Anzi, il successo della manifestazione è frutto del grande lavoro che abbiamo portato avanti io e Gianfranco Micciché”. E a dire il vero, per Scoma è impossibile che il Cavaliere abbia “designato” Romano. “Lo escludo categoricamente – afferma Scoma – semmai, ho visto che l’ex ministro si è autoproposto. Questo è un altro discorso. Anche perché, vorrei ricordarlo, è stato commissionato un sondaggio nel quale io sono stato il più ‘votato’. Se a Palermo il più conosciuto sono io, mica è colpa mia…”. Insomma, Scoma ci crede, nonostante si mostri cauto: “La scelta del candidato dipenderà dalle condizioni politiche. Che oggi, a dire il vero, sono anche favorevoli visto il caos che regna nel centrosinistra”. E proprio col centrosinistra, ricorda Scoma, è oggi alleato il partito di Romano: “Stanno con Renzi al momento. Poi è ormai chiaro che nel centrodestra si lavori per ‘ricucire’ i rapporti con le aree che sono si sono divise in questi anni”. Fermo restando, però, il ruolo di Forza Italia che “oggi mantiene circa il 17 per cento a Palermo. Siamo noi il partito guida della coalizione e a noi spetterà dire la nostra. Romano? Non so nemmeno se ha i numeri per vincere. Lo ritengo certamente però – aggiunge Scoma – un possibile, importante alleato”. Ma al momento è un avversario. Nella corsa a due, tutta interna al centrodestra, per scegliere il prossimo candidato sindaco di Palermo.

La nota di Romano

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