PALERMO – Una vita trascorsa fra la Storia della filosofia e la Regione. Sandro Musco era ordinario di Storia della filosofia Medievale alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Palermo, ma sulla ribalta nazionale era arrivato per l’incarico di consulenza che gli era stato conferito fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta dall’allora presidente della Regione Rino Nicolosi. Nella sua attività universitaria, Musco ha studiato vari aspetti del pensiero antico e medievale e aveva al suo attivo saggi e studi su Platone, Aristotele, Agostino d’Ippona, Bernardo di Chiaravalle, Alano di Lilla, Raimondo Lullo. Negli anni ha studiato momenti ed aspetti del pensiero ebraico, della tradizione islamica e della cultura greco-bizantina. Fino alla morte è stato presidente e motore dell’Officina di Studi Medievali.
Musco era nato a Siracusa nel 1950. Quasi subito, però, si trasferì a Palermo, dove studiò prima al liceo Garibaldi e poi all’università. Negli ultimi tempi era stato scelto dalla Procura di Palermo per decifrare il “codice fenicio” trovata nella cella del boss Alberto Lorusso, “compagno” di conversazioni di Totò Riina.
In politica fu impegnato nella Democrazia cristiana, in particolare nella corrente della sinistra Dc. Molto vicino a Rino Nicolosi, presidente della Regione siciliana dal 1985 al 1991, fece parte del così detto “governo parallelo”, una sorta di think tank che affiancò la giunta regionale in quegli anni.

