PALERMO – L’analisi congiunturale dell’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia evidenzia come nel primo trimestre 2026 la Sicilia abbia registrato il terzo maggiore aumento di imprese attive a livello percentuale e il quarto a livello numerico. Infatti, il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni è attivo per 638 imprese, con un tasso di crescita dello 0,15% e con un dato occupazionale di un milione 189mila 632 addetti.
Il settore che ha mostrato la maggiore vivacità – si spiega in una nota – è quello delle imprese innovative (3.545 iscrizioni contro 600 cancellazioni, riportando un saldo attivo di 2.945); nello stesso periodo ha raddoppiato il settore dell’energia e hanno tenuto bene anche i servizi di alloggio, quelli di programmazione informatica e l’immobiliare.
Inoltre, l’analisi congiunturale periodica dell’istituto “Guglielmo Tagliacarne” del sistema camerale, riferita al periodo marzo 2025-marzo 2026, presenta indicatori quasi tutti positivi e migliori rispetto alla media nazionale: in otto casi su dieci sono superiori alla media Paese. E riguardo al mercato del lavoro, aumentano gli occupati fra 2024 e 2025, +0,9% (+0,8% in Italia).
“Questi dati – afferma Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia – sono il risultato tangibile delle politiche del governo regionale presieduto da Renato Schifani, che sin dall’inizio si sono basate sul sostegno all’economia reale e al sistema imprenditoriale, che avevano bisogno non di aiuti a pioggia, ma di strumenti per sanare ataviche debolezze del tessuto imprenditoriale”.

