‘In coda il veleno’ dice un antico detto. Il mondo dell’istruzione a distanza è in subbuglio. Il 12 dicembre 2016 l’ex Ministra Stefania Giannini ha emesso un decreto secondo il quale tutti gli atenei telematici dovranno avere – per ogni 150 studenti, in media per ogni corso – un corpo docenti composto da almeno sei professori. Giusto, direbbe qualcuno. Invece, chissà…
Basta fare due due conti della serva per capire che non è così. La media degli studenti paga 2.000 euro all’anno, mentre ogni docente costa in media 60.000 euro all’anno. Se moltiplichiamo i 150 studenti per i 2.000 euro, l’università incasserà al massimo 300.000 contro un costo dei soli 6 docenti di 360.000.
Un divario insostenibile: ovvero l’anticamera della bancarotta per le telematiche, con una proliferazione di docenti che ricorderebbe, da vicino, le baronie degli atenei in carta bollata e ossa. Il mondo si evolve nella formazione a distanza, in Italia si privilegia ancora il vecchio rito dello statino cartaceo. Chiamatela, se volete, ‘buona università’.

