PALERMO – “In virtù del nostro ruolo di tutela del diritto all’accesso alla formazione pubblica e ai servizi pubblici essenziali, intendiamo inquadrare la drastica riduzione dei posti per il corso di Laurea in Fisioterapia dell’Ateneo Palermitano non come una mera scelta amministrativa interna, ma come una palese violazione del quadro normativo e programmatorio della Regione Siciliana”. A scriverlo in una lettera inviata al rettore e agli organi competenti, è la Cisl Federazione Università, che precisa: “Mentre la programmazione del fabbisogno formativo dell’Assessorato Regionale alla Salute, unitamente agli Ordini Professionali, evidenzia una cronica carenza di fisioterapisti, l’Università degli Studi di Palermo opera in direzione opposta. Ridurre l’offerta formativa pubblica significa ignorare i dati epidemiologici della popolazione siciliana, compromettere la programmazione sanitaria regionale a lungo termine, costringere i giovani che vogliono afferire alla formazione sanitaria a rivolgersi alle università private con un notevole incremento della spesa economica per le famiglie siciliane”.
“Il caso emblematico dell’Università di Palermo, che la scrivente organizzazione sindacale formalmente pone con la presente all’attenzione delle SS.LL. in indirizzo, evidenzia una fattispecie di significativa gravità che configura un vero e proprio tradimento della missione istituzionale dell’Università degli Studi di Palermo e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico. La scelta di ridurre l’offerta formativa con il taglio dei posti del Corso di Laurea in Fisioterapi – prosegue il segretario Maurizio Ippolito – deliberata dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’Università di Palermo risulta formalmente motivata da una presunta carenza di risorse umane e strutturali, necessaria a soddisfare i requisiti minimi di accreditamento. Rigettiamo fermamente tale motivazione e riteniamo che sul punto debba farsi chiarezza rappresentando che:
“L’Azienda Ospedaliera Universitaria sia il reale soggetto promotore del suddetto processo di contrazione; le risorse occorrenti per garantire la sostenibilità del corso (tutor clinici, locali, tecnologie e personale specializzato) sono presenti all’interno del Policlinico. Le suddette risorse vengono deliberatamente “occultate” o distratte verso attività non connesse alla didattica, determinando il deficit ipotizzato utile a giustificare il taglio dei posti in parola. In tale contesto il Magnifico Rettore appare subire passivamente le volontà aziendali senza riuscire (o voler) imporre le proprie prerogative. Il Rettore, quale garante della funzione didattica e di ricerca, ha il dovere di difendere gli spazi del sapere pubblico. La sua inerzia dinanzi alle scelte dell’AOUP rappresenta una rinuncia al ruolo accademico di vertice ricoperto, conducendo l’Università ad un ruolo subalterno all’AOU a discapito della formazione dei futuri professionisti della salute.”.
La domanda formativa che non trova più riscontro al Policlinico “Giaccone” è consegnata alle Università private che, fiutata l’occasione, ormai spuntano ovunque come “funghi”. Si profila, così, un corto circuito per il quale sono le istituzioni pubbliche, con le loro criticabili scelte, a generare un “vuoto di offerta” che inevitabilmente favorisce l’espansione dei competitor privati, che operano con rette insostenibili per la maggior parte delle famiglie siciliane. Si violano di fatto i principi e si calpestano i pilastri del nostro ordinamento”.
“Invitiamo, pertanto, il Consiglio di Amministrazione e il Senato Accademico dell’Università e la Direzione Generale dell’AOUP a modificare immediatamente questa linea di condotta, avviando una verifica trasparente della reale allocazione delle risorse umane del Policlinico e del loro impiego nelle attività di tutoraggio e didattica; il ripristino dei posti tagliati riconducendo l’accesso programmato originariamente previsto per il corso di laurea in Fisioterapia; la convocazione di un tavolo urgente che affronti il fenomeno della privatizzazione strisciante della formazione sanitaria siciliana. Il Sindacato non permetterà che il futuro dei giovani siciliani sia svenduto nell’indifferenza di Istituzioni che dovrebbero garantire la continuità della funzione pubblica”.

