Vaccini, l'infettivologo: 'Ecco le bufale dei No Vax'

Vaccini, l’infettivologo: ‘Ecco le bufale dei No Vax’

Andrea Gori infettivologo
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Commenti

    Non ha smontato un bel niente….sono solo titoli,senza informazioni….

    Speriamo che tu non finisca mai intubata. I no vax che sono finiti in ospedale ora piangono e chiedono scusa.

    Cito
    “Oggi almeno 5 miliardi di persone sono state immunizzate nel mondo.”
    5 miliardi?
    Compito di un medico é essere serio, rigoroso, attendibile attraverso dichiarazioni serie e circostanziate.
    Il giornalista a sua volta deve sempre verificare le affermazioni prima di pubblicarle o fare copiaeincolla discutibili.
    Studiate numeri e statistiche, ed eviterete altri fake e scivoloni indecorosi. ..

    Che brutta cosa la gnuranza conclamata ed ha pure l’ardire di commentare. Si conferma sempre che “il sonno della ragione genera mostri”

    La paura non è irrazionale. I novax sono un:altra cosa. Questo medico nega che ci siano state gravi reazioni avverse dopo il vaccino fino a decessi. Dire la verità ritengo che sia meglio. Nessuno si è vaccinato allegramente. Questo medico si faccia promotore di usare gli anticorpi monoclonali.

    Non è obiettivo. I vaccini presentano dei rischi e definirli sicuri non è giusto. Il virus presenta più rischi del vaccino. Ma negare reazioni gravi avverse e decessi dopo la vaccinazione non è una corretta informazione. Nessuno ha certezze. Nemmeno la scienza. Usiamo i monoclonali che non sono alternative al vaccino ma complementari e utili per vincere la guerra

    Che dieci milioni di italiani non si siano fatti inoculare è una buona notizia. Se ci sarà un effetto a lungo termine letale (nessuno può escluderlo allo stato attuale), qualcuno sopravviverà.

    Inutile commentare,il Leviatano sanitario-finanziario è troppo potente,ed il gregge è debole.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).

L'Etna fa venire a galla tutte le fragilità della Sicilia dovute all'indolenza, all'incompetenza della politica cosi attenta al proprio potere mentre l'ammalato Sicilia muore. Non è solo l'aeroporto ma tutti collegamenti che non funzionano. Le autostrade, le ferrovie sono da terzo mondo. Lombardo Crocetta, Mussomeci e Schifani si sono rivelati incapaci. Il caldo, la siciità e gli eventi naturali evidenziano i disagi dei siciliani e di conseguenza ci fanno giudicare dal mondo intero. In questo contesto si parla di Ponte sullo stretto.

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