Vendette e giustizia fai da te | Storie di una Palermo violenta

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Commenti

    In questa città, per rifare le scrisce pedonali cosa ci vuole ???????

    Nonostante ciò che dice il sindaco Orlando, Palermo non è una città sicura. Purtroppo in città circola troppa droga che in questi anni è aumentata in maniera esponenziale. Prima i luoghi dello spaccio erano limitati, per esempio un tempo si spacciava a Villa Sperlinga. Oggi tutta la città è diventata un luogo di spaccio. Il degrado morale di questa città in questi anni è stato evidente e preoccupante. I quartieri periferici sono diventati dei ghetti dove lo Stato è assente ma anche il centro e le zone residenziali non scherzano .Ma la cosa grave e che i nostri “amministratori” minimizzano il fenomeno. E come se vivessero in un altro mondo.

    In tutto ciò, però, la buona notizia c’è. Sia gli inquirenti che i giornalisti hanno saputo evitare la facile e talvolta abusata strada dell’addebito alla mafia. Questo è un modo intelligente per togliere proprio alla mafia quell’idea di dominanza che non ha più da tempo.

    che fogna di citta’

    Da capitale della mafia a capitale della droga?

    Io mi auguro che la Polizia e i Carabinieri facciano controlli a tappeto periodici e costanti alla ricerca di droga e armi da fuoco non solo nei quartieri dove vivevano le vittime di questi tre omicidi ma anche in altri quartieri degradati della periferia tipo a Brancaccio,alla Guadagna nel quartiere Oreto-Stazione,a Bonagia,a Romagnolo,a Sant’Erasmo a Settecannoli,al Cep a Borgo Nuovo,a Cruillas,Villaggio Santa Rosalia e anche nei quartieri degradati del centro tipo,Zisa,Danisinni,Capo,Ballarò,Kalsa,Papireto,Borgo Vecchio e soprattutto alla Vucciria,è venuto il momento che le Forze dell’ordine facciano molto di più per contrastare lo spaccio di droga e lo spaccio di armi da fuoco

    purtroppo il sentire comune del cittadino medio riguardo alla giustizia, fa acqua da tutte le parti, quando delinquenti incalliti tornano fuori dal carcere dopo pochi anni o addirittura dopo pochi mesi continuando a dettare legge e sottomettendo interi quartieri nel silenzio più assordante, cosa resta da fare….. cambiare paese o calare la testa.

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Leggendo i tanti interventi di solidarietà alla Sicily by Car e al suo fondatore, non mi pare che qualcuno abbia fatto caso all'affermazione di Tommaso Dragotto: “Sto pensando a una vigilanza armata per difendere la mia società e soprattutto le persone che ci lavorano”. Non è accettabile in un paese democratico che il cittadino si armi, o che sia costretto a farlo, per difendere sé, i suoi beni e chi lavora in ditta. In un paese democratico non vogliamo che circolino polizie private in armi. In un paese democratico lo Stato deve provvedere alla difesa del cittadino abbiente e del poveraccio. Quindi, il messaggio è che la chiusura anticipata dei locali e l'accensione di altre 60 telecamere non risolvono un bel niente. Ci vogliono uomini di qualità e denari, tanti denari per vedere un altro film.

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