CATANIA – Il Consiglio comunale, riunito i forma straordinaria, ha approvato all’unanimità due ordini del giorno dedicati alla vertenza Pfizer, che riguarda il futuro di 370 lavoratori e dello storico stabilimento della zona industriale della città.
La seduta, convocata dal presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, si è svolta questa mattina a Palazzo degli Elefanti.
Vertenza Pfizer Catania
Il primo ordine del giorno, presentato dai consiglieri Bruno Brucchieri e Piermaria Capuana, esprime solidarietà ai 370 lavoratori dell’azienda farmaceutica e impegna la Giunta comunale a partecipare al tavolo convocato per il 22 luglio. Il documento chiede inoltre l’istituzione di un tavolo di crisi permanente tra Governo e Regione con l’obiettivo di salvaguardare il polo industriale ed evitare la desertificazione produttiva del territorio.
Il secondo ordine del giorno, con primo firmatario Salvatore Giuffrida, condanna i 370 licenziamenti annunciati e sollecita il sindaco a esercitare ogni utile pressione sul Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché vengano revocati i tagli occupazionali. L’atto propone anche l’istituzione di una cabina di regia locale permanente contro il disinvestimento e ribadisce la vicinanza delle istituzioni alle iniziative di protesta dei lavoratori.
A chiudere i lavori è stato il sindaco Enrico Trantino, che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nella ricerca di soluzioni a tutela dei lavoratori e del sito produttivo.
“Di fronte alla crisi aziendale che sta colpendo molti lavoratori catanesi – ha dichiarato – la politica ha il dovere di cercare soluzioni concrete senza cedere a strumentalizzazioni. Prima di agire ho voluto approfondire la situazione incontrando i tecnici dell’azienda, i rappresentanti sindacali e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. L’obiettivo principale, oltre al mantenimento dei livelli occupazionali, è garantire la continuità del sito industriale, pur dovendo fare i conti con la sostenibilità del settore. Restiamo uniti, al di là delle divisioni politiche, per il bene esclusivo dei lavoratori”.
I sindacati: “Adesso l’azienda risponda alle sue responsabilità”
La vertenza Pfizer entra in una nuova fase. Il Consiglio comunale straordinario di Catania ha approvato a maggioranza il documento dedicato alla crisi dello stabilimento farmaceutico, con un fronte politico cittadino compatto nel chiedere la tutela dell’occupazione e del futuro industriale del territorio.
Le organizzazioni sindacali accolgono positivamente il segnale arrivato dall’aula consiliare e dalla presenza del sindaco Enrico Trantino, ma rilanciano: la partita non riguarda soltanto i 330 lavoratori coinvolti dalla procedura di esubero, ma l’intero stabilimento, l’indotto e un pezzo rilevante del sistema produttivo catanese.
“La chiusura dei due reparti annunciati dall’azienda – sottolineano i Segretari Territoriali Jerry Magno (Filctem CGIL), Stefano Trimboli (Femca CISL), Mimmo D’Antone (Uiltec UIL) e Angelo Mirabella (UGL Chimici) – rischia di compromettere l’equilibrio complessivo del sito e di produrre conseguenze che vanno ben oltre il numero degli esuberi dichiarati”.
Per Jerry Magno (Filctem CGIL) la strada indicata dall’azienda non è accettabile: «Pfizer è il soggetto che più di ogni altro può investire nuovamente su Catania. Se alcune produzioni sono state trasferite in altri Paesi, chiediamo che vengano riportate nello stabilimento etneo. Non possiamo accettare che il risultato di queste scelte sia un esubero di famiglie e di posti di lavoro sul territorio catanese».
Stefano Trimboli (Femca CISL) richiama invece gli impegni assunti dall’azienda nei mesi scorsi: “Solo sei mesi fa l’amministratore delegato aveva dichiarato pubblicamente che Pfizer non avrebbe lasciato Catania. Quelle parole oggi devono avere un valore. Le istituzioni devono chiedere conto all’azienda delle promesse fatte e delle decisioni assunte”.
Sulla necessità di difendere non soltanto i lavoratori direttamente coinvolti, ma l’intero patrimonio industriale del sito, interviene Mimmo D’Antone (Uiltec UIL): «Questa non è una vertenza che riguarda solo 330 persone. Riguarda tutto lo stabilimento e l’indotto. La chiusura dei reparti avrebbe un effetto sul tessuto produttivo complessivo e per questo serve una risposta forte da parte di tutte le istituzioni».
Angelo Mirabella (UGL Chimici) ringrazia il Consiglio comunale e il sindaco Trantino per la tempestività dell’intervento e richiama la politica alle proprie responsabilità: «Questa è una vertenza sulla quale devono intervenire con determinazione il Comune, la Regione e il Governo nazionale. Pfizer deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità sociali nei confronti dei lavoratori, della città di Catania, della Sicilia e del Paese».
Il sindaco Enrico Trantino ha ribadito il proprio impegno nella difesa dello sviluppo della zona industriale catanese, sottolineando come una crisi di questa portata rischi di compromettere il percorso costruito negli ultimi anni per rafforzare il polo produttivo.
Le organizzazioni sindacali, inoltre, rilanciano la possibilità di valutare ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori, compresa una class action che coinvolga non soltanto i dipendenti interessati dalla procedura, ma anche organizzazioni sindacali, istituzioni e realtà del territorio.
«Il Consiglio comunale ha dato un segnale importante – concludono i sindacati – ma ora serve che Pfizer faccia la propria parte. Catania non può perdere un presidio industriale strategico né accettare che centinaia di lavoratori paghino il prezzo di scelte che mettono in discussione il futuro dello stabilimento».

