Aeroporto, Anastasi: "Consiglio comunale protagonista del confronto"

Aeroporto, Anastasi: “Consiglio comunale protagonista del confronto”

Sebastiano Anastasi
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Il presidente dell'Aula: "Trasparenza e dati al centro del percorso"
PALAZZO DEGLI ELEFANTI
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CATANIA – “Quella di ieri (5 giugno 2026, ndr) è stata una seduta del Consiglio comunale all’altezza dell’importanza e della delicatezza del tema affrontato”. Lo afferma il presidente del Consiglio comunale di Catania, Sebastiano Anastasi, al termine della riunione straordinaria dedicata al futuro dell’aeroporto e al processo di privatizzazione della Sac.

Anastasi ringrazia i consiglieri comunali per il contributo al dibattito, sottolineando come il confronto si sia sviluppato “superando appartenenze e logiche politiche per concentrarsi esclusivamente sull’interesse della città e del suo principale asset strategico”.

Nel bilancio della giornata trova spazio anche il ringraziamento alle associazioni datoriali, alle organizzazioni sindacali e ai rappresentanti del mondo economico e sociale intervenuti in Aula. “Hanno offerto un contributo prezioso al dibattito, dimostrando grande senso delle istituzioni”, afferma il presidente del Consiglio comunale.

Non manca però una nota critica. Anastasi esprime infatti rammarico per l’assenza dei rappresentanti della Sac, della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e del Libero Consorzio comunale di Siracusa, invitati a partecipare ai lavori consiliari.

Per il presidente dell’Aula la seduta segna soprattutto l’avvio di una nuova fase. “Da oggi si apre un nuovo percorso. Il Consiglio comunale intende assumere un ruolo centrale e protagonista nel confronto sul futuro dell’aeroporto di Catania”, dichiara, annunciando la volontà di dare concreta attuazione alla commissione speciale proposta nei mesi scorsi.

“Da tutte le forze politiche presenti è emersa una richiesta comune: trasparenza, conoscenza dei dati e piena contezza delle procedure che accompagneranno le scelte future”, conclude Anastasi.

La nota di Cisal

“Da settimane assistiamo a dichiarazioni, indiscrezioni, accelerazioni procedurali e confronti istituzionali, ma continuiamo a non sentire una sola parola chiara sul destino di oltre 700 famiglie che vivono grazie all’aeroporto di Catania. È una assenza grave e incomprensibile”, afferma il segretario provinciale della Cisal Catania, Giovanni Lo Schiavo.

Per il sindacato, il Consiglio comunale rappresenta un passaggio cruciale che non può limitarsi a discutere quote societarie, valutazioni economiche e strategie industriali senza affrontare il nodo centrale della salvaguardia occupazionale.

“Chi oggi sostiene o favorisce il percorso di privatizzazione deve assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie decisioni. La politica, in particolare, non può nascondersi dietro pareri tecnici o procedure amministrative. Ogni scelta avrà conseguenze dirette sul tessuto economico e sociale del territorio e sui lavoratori che hanno contribuito a rendere l’aeroporto di Catania uno dei principali scali del Mezzogiorno”.

La Cisal ribadisce inoltre le forti perplessità già emerse nel dibattito pubblico riguardo alla mancanza di elementi fondamentali per una valutazione trasparente dell’operazione: dall’assenza di una stima indipendente del reale valore aziendale alla mancata definizione di un prezzo minimo di tutela del patrimonio pubblico, fino alla mancata conoscenza del piano industriale che dovrebbe accompagnare il futuro assetto societario.

Per la Cisal esiste una sola precondizione non negoziabile prima di qualsiasi apertura al mercato: la fusione tra SAC e SAC Service. “Lo diciamo da mesi e continueremo a sostenerlo con fermezza: la fusione tra la capogruppo e la società dei servizi deve precedere qualsiasi percorso di privatizzazione. Solo così sarà possibile garantire uniformità contrattuale, tutela occupazionale, salvaguardia dei diritti acquisiti e protezione dell’intero sistema aeroportuale, evitando il rischio che centinaia di lavoratori diventino l’anello debole dell’operazione”.

La Cisal precisa di non essere pregiudizialmente contraria all’ingresso di partner industriali qualificati o di capitali privati utili a sostenere gli investimenti previsti dal Masterplan e la crescita degli aeroporti di Catania e Comiso. “Siamo favorevoli allo sviluppo, agli investimenti e alla modernizzazione delle infrastrutture aeroportuali. Ma nessun progetto di crescita può essere costruito sacrificando occupazione, salari e diritti. Prima vengono le persone, poi il mercato”.

Per questo il sindacato chiede che qualsiasi percorso futuro sia accompagnato da clausole sociali vincolanti, da garanzie occupazionali certe e dal mantenimento di un forte presidio pubblico nella governance strategica dello scalo. “Adesso ci aspettiamo risposte chiare. Non accetteremo ulteriori rinvii o silenzi. Chi governa oggi gli enti soci, la SAC e le istituzioni coinvolte deve dire apertamente quale futuro immagina per i lavoratori. Su questo tema non sono più ammesse ambiguità”.


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