"Via alla riorganizzazione di Rap | Anche i dirigenti sono in prova"

“Via alla riorganizzazione di Rap | Anche i dirigenti sono in prova”

Il dg della Rap Roberto Li Causi

Intervista con il nuovo dg Roberto Li Causi: "Differenziata al 30 per cento entro l'anno"

Roberto Li Causi

PALERMO – “Il servizio dei rifiuti a Palermo è e resterà pubblico, su questo non c’è dubbio, ma deve migliorare e diventare realmente efficace e trasparente. Siamo tutti in prova: chi non porta risultati, io per primo, è meglio che vada a casa”. Si è insediato da appena due settimane ma il nuovo Direttore generale della Rap, Roberto Li Causi, si trova già di fronte a numerose emergenze: dalla chiusura di Bellolampo agli extra-costi per il conferimento dell’immondizia, passando per la riorganizzazione della partecipata. “Il servizio va migliorato – dice il tecnico che vanta due lauree e una lunga esperienza nel settore, anche alla Regione – Ci vorrà un po’ di tempo, ma dobbiamo dimostrare ai palermitani di meritare la loro fiducia”.

Lei si è insediato 15 giorni fa: che azienda ha trovato?
“Al momento i problemi principali sono due, strettamente connessi fra loro: la chiusura di Bellolampo e, di conseguenza, la situazione economico-finanziaria di un’azienda che deve sostenere gli extra-costi dovuti al conferimento dei rifiuti in altri impianti siciliani. Il giorno del mio insediamento ho fatto un sopralluogo a Bellolampo e due giorni dopo, insieme al presidente Giuseppe Norata, abbiamo indetto una riunione con tutti i dirigenti della Rap: questo perché il problema della discarica non riguarda il singolo dirigente ma tutti i dirigenti, in base alle competenze di ciascuno”.

Ma l’emergenza è ancora in atto?
“Molte delle prescrizioni dell’Arpa e della Regione sono state superate: all’interno dell’impianto non ci sono più rifiuti accatastati ed entro la scadenza dell’ordinanza sindacale, cioè fine gennaio, sarà liberato tutto il piazzale del Tmb così da ripristinarne la normale funzionalità”.

E la settima vasca?
“Purtroppo registriamo un grande ritardo su questo fronte: la Rap si è messa a disposizione della Regione e della Protezione civile nazionale, cioè il soggetto che ha dichiarato l’emergenza. Abbiamo elaborato il progetto in tutti e tre i livelli, preliminare, definitivo ed esecutivo, e proceduto a riscontrare quasi tutte le osservazioni rilevate dalla commissione di verifica sul progetto esecutivo”.

E quando potrebbe essere pronta?
“Non dipende da noi. A voler essere realisti, presumo non prima di un anno e mezzo; dovranno infatti essere avviate le procedure di gara per i lavori da parte della Regione”.

Il che costringe Palermo a conferire altrove i rifiuti. Quanto spende la Rap per farlo?
“Secondo una stima, tra i 2 e i 2,5 milioni di euro al mese. Una cifra che, come è chiaro, non può essere sostenuta dalla Rap o dal comune di Palermo: non spetta a me dire chi ci dovrà aiutare, ma voglio ricordare che, se siamo in questa situazione, non è certo per colpa nostra. Al di là delle responsabilità, la settima vasca sarebbe dovuta essere pronta a gennaio 2019 e invece, a novembre 2019, la struttura commissariale non ha ancora bandito la gara. Nel 2020 non potremo sostenere questi costi extra da soli”.

Ma l’azienda, al netto di questi costi extra, è in salute?
“Al mio insediamento, ho trovato una situazione economico-finanziaria che non è negativa e registro anche una grande disponibilità da parte del Comune: non ci sono fatture molto arretrare, contrariamente a quanto accadeva in passato. Se non ci fossero gli extra-costi la situazione sarebbe tranquilla, i bilanci sono stati approvati e i budget risultano in regola”.

I palermitani a ottobre hanno pagato il saldo della Tari, ma in generale si dicono insoddisfatti dei servizi…
“Sì, bisogna riconoscere che molti servizi non funzionano come dovrebbero e la colpa è da attribuire a una mancata pianificazione, su cui sono già al lavoro. Tanto per fare un esempio, è impensabile che nella stessa via o nello stesso itinerario ci siano due squadre diverse che raccolgono la carta, una per le utenze domestiche e una per le non domestiche, e magari che lo facciano a distanza di settimane. Un dispendio assurdo di energie”.

Anche lo spazzamento non va meglio…
“Lì stiamo intervenendo non solo con una razionalizzazione degli itinerari, ma anche con i soffioni e le spazzatrici che ci consentiranno di meccanizzare il servizio e ridurre il personale necessario. Tre soffioni li avevamo già, altri 12 (di due diverse tipologie arriveranno a breve: sono strumenti che consentono di raddoppiare l’efficienza e li abbiamo già utilizzati con successo in via Libertà, al Foro Umberto I e in via Ernesto Basile. Ma il discorso vale anche per lo svuotamento dei cestini, le disinfestazioni e le derattizzazioni: bisogna programmare, razionalizzare e ottimizzare e per farlo dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza continua. Bisogna riorganizzare tutta l’azienda e stiamo anche ragionando sull’espletare alcuni servizi di notte: per esempio in pieno giorno l’operatore col soffione deve fermarsi ogni due minuti per non disturbare i passanti sui marciapiedi, di notte è tutto più facile, analoga cosa per la raccolta indifferenziata da cassonetto, per la quale si sta lavorando nell’intento di aumentare i servizi in turno notturno”.

La Rap ha anche chiesto nuovo personale al Comune…
“Che serva altro personale è evidente, ma i numeri vanno ricalcolati alla luce di questo processo di riorganizzazione e razionalizzazione. Devo dire che ho trovato grandi professionalità in Rap e lavoratori di ottimo livello, specie i progettisti, ma è chiaro che tutti devono dare il massimo, come ho anche scritto in una lettera ai dipendenti”.

Una lettera inviata ai lavoratori?
“Sì, una lettera di saluto ma che è servita anche a chiarire un aspetto che ritengo fondamentale. Il servizio a Palermo è e resterà pubblico e, se qualcuno pensa di mettere i bastoni fra le ruote, sappia che dovrà passare su di me e sull’intero cda, con cui sto lavorando in grande sintonia. Ma questo non basta: il servizio pubblico deve essere efficace, efficiente, economico e, aggiungo io, anche trasparente. I dipendenti devono essere orgogliosi di lavorare per una società pubblica e uscire dalla logica secondo la quale il posto è garantito a prescindere: nessuno licenzia nessuno, ma tutti devono dare il massimo. Il presidente ha già avviato una fase di reimpiego in modo fruttuoso dei lavoratori che risultano parzialmente idonei: non possono diventare tutti custodi e si sta pertanto restituendo loro una dignità lavorativa impiegandoli, ad esempio, all’interno dei Ccr”.

L’avvertimento vale anche per i dirigenti?
“Soprattutto per loro e in primis per me. Quando ho incontrato il sindaco, gli ho detto che io non considero il mio incarico annuale, biennale o triennale ma mensile: ogni mese faccio un bilancio delle cose fatte e, se non ho centrato gli obiettivi, vado a casa. Siamo tutti messi alla prova. Il mio ruolo è quello di agevolare il percorso di riorganizzazione, di far dialogare tra loro i dirigenti, di fare squadra: chi non è disponibile a farlo, può anche andare via. Ai dipendenti a cui contestiamo qualche mancanza, dico e ripeto che il nostro stipendio è pagato dai palermitani, dalla città e quindi dobbiamo dare il massimo lavorando per il decoro urbano”.

Quanto tempo ci vorrà per riorganizzare l’azienda?
“Le rivoluzioni non si fanno in 15 giorni, è evidente, ci sono alcune situazioni ormai incancrenite ma siamo già al lavoro con il cda per risolvere le inefficienze in tutti i settori, anche sui contratti di manutenzione, sulle gare e sui noli”.

La Rap ha da poco inaugurato il nuovo Centro di raccolta a Sferracavallo. A quando gli altri?
“Entro il 2019 vogliamo aprire quello in zona Oreto, a monte della circonvallazione, e poi Minutella in zona La Malfa. L’obiettivo base è uno per circoscrizione, ma vorremmo aprirne almeno una ventina su tutto il territorio. Il cittadino deve essere coinvolto e invogliato a utilizzare i centri di raccolta in maniera tale da diminuire, tra l’altro, gli abbandoni indiscriminati su strada ma anche il conferimento per appuntamento; avremo quindi anche un risparmio sulle risorse umane che potranno essere utilizzate su altri fronti”.

Andiamo alla differenziata…
“Al momento siamo al 20%, ma l’obiettivo è arrivare entro fine anno al 25-30%. Ad oggi non abbiamo le risorse per estendere il porta a porta a tutta la città, ma possiamo intanto ottimizzare gli itinerari negli step già avviati e rendere efficiente, ove possibile, il servizio facendo aumentare la percentuale di differenziata; siamo anche al lavoro su alcuni progetti mirati che riguardano le attività commerciali e i mercatini rionali, anche per lanciare un messaggio positivo ai cittadini in merito all’importanza di una corretta raccolta dei rifiuti”.

Cittadini comunque scontenti…
“Ai palermitani chiediamo scusa se, per mille motivi, il servizio non è ancora all’altezza delle loro aspettative, ma ci stiamo provando e abbiamo le carte in regola per poterci rimettere in carreggiata. Vorrei però aggiungere che, nel percorso virtuoso già avviato per garantire la qualità del servizio e il decoro urbano che merita una città come Palermo, abbiamo bisogno della collaborazione dei cittadini”.


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