CATANIA – La Camera Penale Serafino Famà riunita in assemblea, avuto riguardo all’arresto dei due colleghi penalisti del Foro di Catania, prescindendo da ogni valutazione sul merito e sulle esigenze cautelari in quanto estranee al proprio Statuto, confida in una rapida verifica della loro posizione processuale.
Per l’avvocatura catanese il prestigio della toga è un presupposto valoriale indefettibile nell’esercizio della professione e ciò vale anche nella complessa e delicata gestione del rapporto con i clienti. Non è un caso che la nostra associazione a Catania sia intestata a Serafino Famà, ucciso per aver preteso il rispetto del ruolo dell’avvocato e dei doveri che su di esso incombono, nonostante i diversi auspici di un boss mafioso. Ed è in forza di questo bagaglio di esperienze che abbiamo sempre preteso un alto livello di vigilanza e probità nell’esercizio della professione, tali da non consentire zone d’ombra.
La credibilità di uno Stato di diritto passa anche dal rispetto delle garanzie costituzionali, tra cui la presunzione di non colpevolezza. Ci affidiamo, pertanto, al senso di responsabilità della magistratura, preoccupati che la spettacolarizzazione mediatica e il giudizio sociale vanifichino la decisione giudiziale.

