Villa Curia, le precisazioni |dell'associazione "Le Aristogatte"

Villa Curia, le precisazioni |dell’associazione “Le Aristogatte”

Quanto affermato dai componenti della Commissione comunale al Patrimonio, in relazione alle condizioni in cui si trova il bene, non è andato giù alle volontarie che rispondono con una lunga nota.

colonie feline in città
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CATANIA – Non ci stanno a essere additate come le responsabili del degrado di Villa Curia. Sono le volontarie dell’associazione “Le Aristogatte”, tra quelle che hanno in gestione la colonia felina della casa dei custodi che si trova all’interno del parco della storica villa di proprietà comunale. Quanto affermato dai componenti della Commissione comunale al Patrimonio, in relazione alle condizioni in cui si trova il bene, non è andato giù alle “gattare” che rispondono con una lunga nota nella quale evidenziano non solo di occupare locali esterni la villa, ma anche di aver avuto l’autorizzazione dall’amministrazione nel 2012. Eccone alcuni passaggi.

“I locali in questione – scrivono – sono quelli dell’ex alloggio del custode che sono al momento parzialmente occupati dall’associazione protezionistica Le Aristogatte, in virtù di espressa autorizzazione del Comune di Catania, rilasciata in data 24.09.2012. A questo riguardo – aggiungono – preme sottolineare che la scrivente associazione, si è sempre scrupolosamente attenuta al contenuto della citata autorizzazione e che non ha mai utilizzato in alcun modo il bene monumentale della villa settecentesca, né i suoi giardini. Ed anzi, consapevole dell’inestimabile valore storico-artistico di Villa Curia, nonché del sicuro pregio dell’annesso parco, ne ha sempre avuto massimo rispetto”.

Ritengono “inopportuni e fuori luogo”, dunque, gli apprezzamenti del presidente della Commissione Consiliare Patrimonio, Salvo Tomarchio, sulle condizioni igienico – sanitarie. “Non riteniamo – si legge ancora –  che queste possano essere le condizioni per tenerli.  volontari della scrivente associazione, si recano al rifugio almeno una volta al giorno per accudire i felini ivi ricoverati e per effettuare le pulizie giornaliere: se l’improvvisa irruzione della Commissione fosse avvenuta al termine del turno giornaliero di pulizia, gli illustri ospiti sarebbero stati accolti dal gradevole profumo del disinfettante appena usato di fresco. Non possiamo che dolerci di certi infelici commenti (ci auguriamo non volontariamente) offensivi, che abbiamo letto in seno all’articolo o udito all’interno del filmato annesso al servizio”.

“Ci pare opportuno – concludono – in questa sede evidenziare che la scrivente associazione concorda pienamente con la più volte nominata Commissione, allorché afferma che la cittadinanza tutta dovrebbe poter godere di Villa Curia. Al riguardo, è doveroso sottolineare che la città di Catania è attualmente sprovvista di un gattile comunale e che quello esistente non è altro che un modesto rifugio, adoperato da Le Aristogatte per lo svolgimento della propria opera di volontariato che, come è doveroso evidenziare in questa sede, si risolve di fatto in un servizio reso alla collettività. In questo quadro, preme altresì sottolineare che il rifugio medesimo viene utilizzato dalla scrivente associazione come luogo di stallo temporaneo dei felini convalescenti o comunque sotto osservazione i quali, una volta ristabiliti, vengono reimmessi nelle loro colonie di provenienza (previa sterilizzazione e microhippatura), ovvero vengono dati in adozione alle famiglie, se la loro indole lo consente. Tuttavia, il più volte menzionato ex alloggio del custode di Villa Curia, non è mai stato idoneo all’uso di “rifugio felino” (per il quale, nondimeno, esso è stato finora impiegato) attesa l’esiguità degli spazi e la mancanza di energia elettrica, assolutamente indispensabile per una adeguata gestione del rifugio stesso. Conseguentemente, la scrivente associazione ha più volte fatto esplicita richiesta al Comune di assegnazione di altro immobile nel quale ubicare un rifugio felino, efficiente e funzionale. Cionondimeno, tutte le richieste in tal senso formulate non hanno mai ricevuto riscontro positivo ed anche quando la sottoscritta associazione ha inteso facilitare il compito del Comune nella individuazioni di possibili sedi alternative, suggerendo l’assegnazione di immobili inutilizzati e lasciati in totale stato di abbandono, l’amministrazione comunale ha ogni volta bocciato puntualmente le nostre proposte, preferendo lasciare gli immobili in parola in mano ai vandali devastatori e saccheggiatori, piuttosto che destinarli ad una benemerita associazione, che ne avrebbe fatto senz’altro migliore uso”.

“Ed anzi, vogliamo cogliere l’occasione – rivolgendoci nuovamente ai componenti della Commissione Consiliare Patrimonio, che in seno all’articolo in commento hanno auspicato l’utilizzo del sito in parola per “scopi sociali”, dichiarando altresì che Villa Curia “deve essere finalizzata ad altro, di più importante. Noi vorremmo che le strutture di Catania come Villa Curia siano restituite alla città. Qualcosa di utile e serio per la città e i suoi cittadini” – per mettere in giusto risalto che l’attività svolta dalle associazioni protezionistiche è qualificata dal vigente ordinamento giuridico come attività di interesse sociale”.


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