Violenza domestica, danneggiamento ed evasione: gli arresti della polizia

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NERA E DINTORNI
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CATANIA – Forse, avrà pensato di averla fatta franca, il cittadino indiano che nella serata di domenica è stato arrestato dagli uomini delle Volanti per la violenta aggressione alla moglie, avvenuta, peraltro, sotto gli occhi del figlioletto: gli arresti domiciliari concessigli dal P.M., che lo avevano costretto ad abbandonare la casa familiare, gli sono stati subito stretti e, quindi, non si è fatto scrupolo di lasciare l’abitazione del fratello, dove scontava la misura cautelare. Senonché, i poliziotti, attesa la delicatezza della situazione che aveva portato all’arresto, non avevano assolutamente mollato il colpo, anzi, lo tenevano quale “primo della lista” nei continui controlli, normalmente esercitati nei confronti dei sottoposti a misure domiciliari. Così, nella serata di ieri, l’uomo è finito nuovamente in manette.

Il pensiero degli agenti, che non lo hanno trovato nell’abitazione dove avrebbe dovuto essere, è andato subito alla donna oggetto delle violenze e si sono precipitati: in effetti, la signora (che stava bene e non presentava alcun segno di violenza) ha confermato che il marito si era fugacemente presentato, ma ha anche aggiunto che si era immediatamente allontanato per recarsi a un non meglio precisato luogo di lavoro. Le ricerche effettuate sul momento non hanno dato alcun esito e, quindi, non rimaneva che ripetere i controlli laddove era più probabile che facesse ritorno: la casa dove abitano moglie e figlio. Qui lo hanno atteso i poliziotti che lo hanno prelevato e condotto in Questura, in stato di arresto. Il P.M. di turno ha stabilito che ripristinasse la misura degli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida. Nel pomeriggio di ieri personale del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, che operava a disposizione della Sala operativa della Questura di Catania nell’ambito dei diuturni controlli di sicurezza nel quartiere San Berillo Vecchio, ha denunciato in stato di libertà la catanese L.C., classe 1995, responsabile dei reati di riciclaggio, danneggiamento, resistenza e minacce a P.U.

La donna, già sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, stava transitando a bordo di un motociclo per via delle Finanze quando, anziché fermarsi all’alt impostogli della pattuglia che intendeva procedere al suo controllo, ha tentato di fuggire. Ma i poliziotti, che “stavano sul pezzo” non si sono fatti sorprendere e l’hanno immediatamente bloccata e sanzionata per le numerose infrazioni al Codice della Strada commesse.

Tuttavia, durante la redazione degli atti, tra cui il sequestro del motociclo che presentava il telaio alterato (e, quindi, di probabile provenienza furtiva), la donna è andata in escandescenze, minacciando gli operatori e arrivando a danneggiare con una catena il motociclo, che frattanto era stato già sequestrato. L.C. peraltro, è stata anche denunciata per un furto aggravato, in concorso con persona ignota, avvenuto nella nottata precedente presso uno stabilimento balneare di viale Kennedy. Per sua somma sfortuna, infatti, quand’è stata condotta in Questura dagli uomini del Reparto Prevenzione Crimine, un agente delle Volanti, il quale era intervenuto sul luogo del furto e aveva visionato le immagini del circuito di videosorveglianza dello stabilimento che l’aveva immortalata, l’ha riconosciuta, senz’ombra di dubbio, quale una degli autori della razzia. Ieri, personale del Commissariato della Polizia di Stato di Acireale ha tratto in arresto il 44enne Acese M. M.,  già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, per i reati di  lesioni e  maltrattamenti nei confronti della moglie e dei figli. Lo scorso  16 agosto l’uomo, senza alcuna autorizzazione, si era allontanato dal domicilio dei genitori ove si trovava ristretto per recarsi presso l’abitazione della persona offesa, con l’intento di “riallacciare un consensuale rapporto sentimentale”. Erano state, quindi, attivate le ricerche che si erano concluse positivamente il giorno successivo quando  il M.M. aveva fatto rientro nell’abitazione, senza dare alcuna valida giustificazione della sua  assenza.

Nella circostanza, si era proceduto alla denuncia per l’accertata trasgressione della misura degli arresti domiciliari, con specifico riguardo alla prescrizione di non allontanarsi dal luogo di esecuzione della misura. La condotta  illecita era stata reiterata dal M.M. il successivo giorno 19, quando ancora sottoposto alla pena detentiva, non era stato trovato in casa al momento del controllo da parte del personale della “Squadra Volanti” del  Commissariato. Pertanto, l’uomo era stato, nuovamente, denunciato  per il reato di evasione, ed  era stata fatta richiesta all’A.G. di un aggravio della misura cautelare per il pericolo di reiterazione criminosa.

A seguito di ciò,  il GIP del Tribunale di Catania  ha emesso a carico del M.M.  la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con quella della custodia cautelare in carcere ove è stato immediatamente trasferito.

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