Lascia un commento
Commenti
Articoli Correlati
Gli ultimi commenti su LiveSicilia
“Il nostro sistema carcerario è indifeso rispetto alle penetrazioni di cellulari. Chi a livello più elevato del nostro ha la responsabilità amministrativa e politica della gestione delle carceri deve porsi il problema di schermare nel modo più opportuno gli ambienti penitenziari”, queste le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Catania, Curcio, datate settembre 2025. Ma quel livello più elevato non schermò gli ambienti penitenziari e la malavita ebbe facile gioco, e se gli inquirenti trovano uno, due telefoni, in pochi giorni i boss dispongono di altri telefoni. In sintesi in carcere “il condannato continua a fare quel che faceva prima”, sempre il procuratore Curcio, mentre il governo parla a vuoto di sicurezza e il ministro di Giustizia finge di ignorare tutto.
Che gente..
Speriamo che il sig sindaco sia sempre così cosciente anche quando deve risolvere i problemi che riguardano gli interventi dal comune.
È arrivato Vannacci, arrota Lega, Fratelli, forzisti. E come la Nazionale, scomparirà pure la Nazione, quella della Meloni. Per un'Italia senza futuro.
Trovate e sequestrate due bombe a mano. Per fortuna queste non esploderanno. Ma faranno rumore le “bombe lanciate” dal procuratore della Repubblica di Palermo? Esploderanno negli articoli dei giornali? Oggi è andata così: oh che bel castello marcondiro dirondello.


Qualsiasi episodio di violenza è da condannare e punire. Assolutamente. Soprattutto se rivolto a professionisti che stanno svolgendo il loro lavoro con dedizione e disponibilità. Mi dispiace però dovere sottolineare un altro increscioso punto di vista sulla problematica. I pronto soccorso risultano privi di personale, le strutture sono degradate, sporche e fatiscenti e i malati, anche gravi, sono abbandonati per ore nei corridoi, e ai familiari viene soltanto imposto, sovente con sgarbo e sufficienza, di attendere, senza spiegazioni sullo stato di salute del proprio caro, senza umanità, senza un minimo di empatia e disponibilità alla comunicazione. Qualità che dovrebbero essere alla base della vocazione di chi sceglie di svolgere una professione nella sanità pubblica. A volte purtroppo il paziente sente di essere soltanto un disturbo, un numero, un intralcio. E invece di essere accolto in un luogo che dovrebbe infondere sicurezza, si sente solo spaesato e impaurito. È ciò che è accaduto a mio padre, morto da solo su una barella in corridoio. Mentre io e mia madre chiedevamo, con rispetto ed educazione, di avere soltanto attenzione e risposte.
Mi dispiace ma accade anche questo. E così come non tutti i pazienti sono civili ed educati, non tutti i medici sono professionali, disponibili e soprattutto UMANI.
Mari sono assolutamente d’accordo con te. La penso esattamente così da sempre. Ciò che accade nei Pronto Soccorso e negli ospedali ( e non dovrebbe accadere, è sbagliato reagire ), del sud specialmente, è figlio del NON funzionamento della Sanità Pubblica tutta, per colpa di una politica del menefreghismo che pensa solo a fare arricchire i suoi adepti a spese della collettività! Tutto ciò che è pubblico, in Italia e nel sud specialmente, non funziona e se qualche volta qualcosa funziona è solo per iniziative personali del singolo! Quindi è chiaro che davanti ad un Pronto Soccorso con un nostro caro dentro che sta male e viene abbandonato o trattato male, è facile perdere la calma e la pazienza. Mia moglie lo scorso anno è stata abbandonata in una specie di stanzone del PS del Civico di Palermo per 3 giorni con femore e ginocchio disintegrati. Alla fine ho preso un’ambulanza a pagamento e me la sono portata in un’altra città d’Italia!
Commento di Mari non fa una piega ma il problema è complesso e ne discutiamo spesso gli effetti non le radici ; potrei stare qui a fare la tiritera di tutto quello che lo esaspera anziché minimizzarlo. I PS sono congestionati oltre l’inverosimile (spesso per afferenze inappropriate parto di una “subcultura” di assistenza dilagante alle nostre latitudini) e talvolta capita di incontrare il “professionista” sconfortante per modi e capacità…. Tutto questo non è giustificazione esimente del modus barbarico di certa utenza nell’affermare i propri diritti…Leggo spesso poi di medici o infermieri aggrediti per aver invitato i 700 parenti presenti in 20 mq ad uscire perché l’orario visite è terminato. Capisci bene che nella fattispecie il problema non è la esasperazione per le attese infinite ….o la poca cortesia dei missionari…perchè il non capire che esiste un orario da rispettare per i diritti di tutti, di chi lavora e di chi deve essere curato, è figlio di una interpretazione vandalica del bene comune e dei diritti degli altri…una interpretazione che prescinde dalla buona o cattiva assistenza ma si afferma, sopra ogni regola, secondo il codice malandrino che regola la vita di certe etnie. Dunque vero è che il sistema fa acqua ma è altrettanto vero che non si può accettare con sereno spirito missionario che le regole della giungla vigano all’interno di una comunità che si preoccupa di elementi fragili , in difficoltà.
Non so davvero se la soluzione ( alla dilagante selvaggia imbecillità) sia la militarizzazione degli ospedali come avverrebbe in un ospedale da campo del Congo in cui la missione è a rischio di estinzione e va protetta….penso comunque che questo avverrà fra non molto in una sanità “diversa” da quella attuale in cui andranno protetti gli investimenti e non il semplice diritto alla salute. Sai che ti dico? Credo sia quello che si meritano .
Se non si prendono provvedimenti con pene certe sarà l’ITALIA a diventare un far west
La violenza e’ da condannare, ma bisogna anche capire le cause che stanno all’origine di tutto questo. Non tutti sappiamo che nei pronto soccorsi e nelle corsie dei degli ospedali medici ed infermieri sono ampiamente sotto organico e costretti e lavorare su turni massacranti . Infine i posti letto sono stati ridotti all’osso soprattutto nell’ultimo decennio per risparmiare perché ormai abbiamo inserito il pareggio di bilancio in costituzione come ci ha comandato l’Europa come condizione per restare in Europa e mantenere l’euro come moneta. Questi sono anche i risultati di queste politiche.