Vittima del racket riprende l'attività

Vittima del racket riprende l’attività

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Grazie al contributo concesso dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, alle vittime dell’usura, l’artigiano palermitano Bennardo Raimondi, che ha denunciato gli estortori e voleva vendere un rene per curare il figlio disabile, ha potuto riprendere una piccola produzione di ceramiche artistiche. Con i suoi prodotti potrà partecipare alle prossime iniziative di beneficenza organizzate per lui da diversi enti e associazioni. Raimondi era stato costretto a chiudere l’azienda e a vendere casa perché in un primo momento non gli era stato concesso il contributo. Poi l’artigiano, assistito dall’avvocato Alfredo Galasso, ha richiesto un supplemento di indagini finalizzato a ottenere il riconoscimento e l’accesso ai fondi statali previsti per la riapertura dell’attività. “Il nobile gesto del governatore Lombardo – ha detto Raimondi – mi ha fatto riacquistare fiducia in me stesso, nelle istituzioni e in quello che ho fatto. Ma ho soprattutto riconquistato la speranza e il diritto di vivere con dignità, senza dovere più elemosinare davanti alle chiese. Con il ricavato conto di coprire tutte le spese per curare mio figlio, di pagare i tanti debiti e di riavviare l’attività così com’era un tempo, assicurando le consegne ai miei committenti abituali”.

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