La Sicilia che (non) vorrei. Puoi partecipare anche tu. Scrivi a direttore@livesicilia.it. LEGGI QUI. Ci scrivono i lettori.
Gentilissimo direttore,
la domanda posta sembra, all’apparenza, uno di quei quesiti a cui tutti risponderebbero “Vorrei una Sicilia senza mafia” o “Vorrei una Sicilia senza incendi” od ancora “Vorrei una Sicilia con più lavoro”.
Se nota, però, caro direttore, queste realtà che ho citato hanno in comune qualcosa, no? Assenza di lavoro, presenza della mafia, rifiuto degli incendi. Apparentemente sembrerebbero elementi scollegati.
In realtà, sono tutte ipotesi in cui è protagonista il modo di pensare di molti che vivono questa terra meravigliosa. Spesso ci si lamenta del lavoro: “non c’è lavoro” e “i giovani scappano” ho sentito dire spesso, ma dall’altro lato quando, in molti casi, il lavoro c’è e lo si ha, si fa tutto il possibile “per futtere”. Che intendo? Il permesso per uscire prima, la finta malattia, il lavoro in nero, il reddito di cittadinanza e potrei continuare…
Sul fronte degli incendi, si sente dire “maledetti i piromani”, poi però cosa è stato fatto veramente? Chi ha inciso sugli incendi? Perché si danno al rogo ettari ed ettari di terreni?
E poi, infine sulla mafia, beh che dire: Giovanni Falcone diceva sempre che la mafia è un fenomeno naturale e che come tutti i fenomeni naturali ha un inizio e ha una sua naturale fine. Il punto è che la domanda sorge spontanea: quando sarà mai questa fine? Ecco io ho scelto di mettere a confronto questi tre temi, perché sotto sotto tutto riporta alla mafia e al modo di pensare. E allora che terra vogliamo?
Voglio una terra, in cui ci si senta parte integrante di una comunità. Una terra in cui si crede nella volontà di farla sviluppare realmente e di restituirgli quella dignità che, ahimè e lo dico da appassionato di politica, per anni e anni di politica siciliana di mero opportunismo ed individualismo, è stata totalmente perduta.
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Credo in un cambiamento? Non lo so neanche io, perché è tutto nelle nostre mani e nelle mani di chi come me vorrebbe con tutto il cuore che si realizzasse con coscienza quanto si è fortunati a nascere e, ancor di più, a vivere in Sicilia. Resto dell’idea che, come diceva un grande cantante, “lo scopriremo solo vivendo…”. Con l’auspicio che le parole di Falcone e che prima o poi vi sia una nuova primavera per Palermo chiudo questa lettera.
Giorgio Liotta




