PALERMO – Attenzione a cosa comprano i ragazzi con il bonus cultura. La Procura della Repubblica chiede che vengano processate per truffa. L’ultima parola spetta al giudice per le indagini preliminari.
Clelia Zarcone e Ida Chianello, titolari di una cartoleria a Capaci, sono indagate per truffa. Ma i controlli potrebbero estendersi anche ad altri esercizi commerciali.
Nel capo di imputazione il pubblico ministero Chiara Capoluongo contesta l’ipotesi di reato per “avere indotto in errore plurimi i beneficiari del bonus cultura ’18 App’ convincendoli della possibilità di acquistare con esso beni non rientranti nell’elenco dei prodotti acquistabili”.
Il bonus cultura è un buono in denaro destinato ai nei maggiorenni. I soldi si possono spendere per acquistare libri o biglietti per concerti, musei e cinema.
Ed invece trentasei ragazzi, tutti parte offese, avrebbero comprato a Capaci zaini e cancelleria. Ora i pm del pool che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, sta cercando di capire se il caso di Capaci sia isolato oppure si tratterebbe di un modus operandi diffuso.

