Zen, rapina al parroco don Pertini | In cella il secondo uomo della banda - Live Sicilia

Zen, rapina al parroco don Pertini | In cella il secondo uomo della banda

Padre Miguel Pertini, parroco di San Filippo Neri e vittima della rapina violenta a dicembre 2016

L'assalto violento a dicembre 2016. In carcere un 24enne di San Filippo Neri.

PALERMO – “E’ il secondo uomo del commando che a dicembre scorso rapinò il parroco di San Filippo Neri, l’argentino don Miguel Pertini”. Con questa accusa la polizia ha eseguito l’ordine di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Palermo nei confronti di Giovanni Caviglia, 24 anni, che deve rispondere di rapina aggravata in concorso. A risalire al 24enne sono stati gli uomini della sezione Criminalità Diffusa (“Falchi”) della Squadra Mobile e al Commissariato San Lorenzo.

I fatti risalgono allo scorso 27 dicembre, quando intorno alle ore 04:45 circa, rapinatori, armati di pistola, travisati da cappucci, sciarpe e fasciacollo sono entrati all’interno del complesso della chiesa San Filippo Neri, di via Fausto Coppi, forzando la porta di ingresso della canonica con un piede di porco. I rapinatori, dopo aver trafugato il tabernacolo contenente due pissidi e quattro patene con circa trecento ostie consacrate, sono passati anche nei locali della casa canonica, raggiungendo ai primo piano i genitori del sacerdote, venuti dall’Argentina in vista delle festività natalizie. Gli anziani sono stati minacciati, l’uomo anche malmenato, e rapinati di gioielli e denaro; il sacerdote Miguel Angelo Pertini, avendo percepito dal piano superiore le urla dei genitori, si precipitò al loro piano trovandosi di fronte i due malintenzionati che l’hanno aggredito colpendolo ripetutamente alla schiena e al volto.

Il parroco è stato anche minacciato con una pistola, costretto ad inginocchiarsi e a camminare in ginocchio lungo il corridoio del primo piano. Il sacerdote alla vista del padre riverso per terra, nell’istintivo gesto di avvicinarsi per proteggerlo, è stato colpito violentemente. Dopo essersi impossessati di 150 euro e 5000 pesos argentini in contanti, di oggetti preziosi consistenti in una fede, una catenina e bigiotteria, un orologio e un notebook, subito dopo, i criminali sono scappati.

Gli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. “San Lorenzo”, sebbene gli autori del colpo fossero completamente travisati, erano riusciti, appena due giorni dopo la rapina, a risalire all’identità e ad arrestare un giovane tunisino, Sami Ben Lazrag, pregiudicato dello Zen. In quella circostanza, il tabernacolo e gli altri oggetti sacri trafugati, sono stati recuperati dalla polizia di Stato e restituiti alla Curia di Palermo. La profonda conoscenza del territorio e degli ambienti criminali del quartiere hanno portato i poliziotti a risalire e ad arrestare Caviglia.


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