hè i giornali e telegiornali nazionali stanno sottovalutando lo sciame sismico che da mesi interessa la Sicilia (dal catanese al palermitano, dal messinese alle Egadi)?? Nel mare le scosse sono attutite. Ma a terra si sentono più forti. Sono più inquietanti i terremoti di Etna e catania, come quelli di Madonie e Nebrodi delle scorse settimane, piuttosto che quelli tr aUUstica e le Eolie che ci sono sempre stati..


Dal punto di vista epidemiologico non si capisce quello che è accaduto…Quanti tamponi sono stati fatti e in quanti giorni? La percentuale dei tamponi fatti rispetto alla popolazione e rispettto alla media regionale? Qual è stata la percentuale dei positivi rispetto ai tamponi effettuati e quale la differenza rispetto alla media regionale? Quanti gli asintomatici, i paucisintomatici, i ricoverati e quelli ricoverati in terapia intensiva? Insomma quali sono stati i criteri epidemiologici per l’istituzione della zona rossa? Non vi è nessun caso scientificamente documentato di un così rapido crollo di positivi, sarebbe utile una spiegazione delle dinamiche epidemiologiche
X Giorgio
Scorrendo la timeline della pagina facebook del sindaco Sgroi e vedendo i suoi vari messaggi alla popolazione può trovare risposta ad alcuni suoi quesiti.
Un aspetto importante è stato lo screening a tappeto degli studenti e del personale docente e ata della scuola media e dell’istituto superiore: su 700 test rapidi antigenici sono stati individuati se non erro 17 positivi, di cui 11 randazzesi e 6 pendolari di comuni limitrofi.
L’esplosione di casi positivi è stata anche determinata dall’effetto paura nella comunità che ha spinto centinaia di persone a effettuare il test rapido in laboratori privati. Come spiegato nell’articolo, la prima ondata aveva toccato marginalmente quel territorio, quindi probabilmente la popolazione non era abituata a convivere con un virus così diffuso: quando c’è stata una prima impennata di casi nella prima decade di ottobre, molte famiglie hanno ritirato i figli dalle scuole, nonostante non ci fosse evidenza che il focolaio fosse partito nelle aule, e si sono precipitate a fare il test rapido. Naturalmente se fai più test, trovi più positivi, quindi in un certo senso i randazzesi si sono “tirati la zappa sui piedi” facendo emergere le decine di casi asintomatici o paucisintomatici, spesso in età giovane.
I ricoverati in ospedali credo che si contino sulle dita di una mano, ma ci sono stati due decessi, per il resto della popolazione la quarantena è stata fatta in casa. Fra l’altro, faccio una riflessione, credo che in realtà rurali come questa, sia più semplice isolarsi dal resto della comunità perché spesso si abita in abitazioni singole, villette, senza la promiscuità di un appartamento in condominio e in più casi con la possibilità di spostarsi in abitazioni di campagna.
Infine, un’ultima osservazione. L’incremento di casi delle ultime settimane ha coinvolto non solo Randazzo, ma anche molti comuni limitrofi come Bronte, Maniace, Linguaglossa, Castiglione, fino ai casi recenti delle nuove zone rosse di Cesarò e San Teodoro. Deduco che ci possa essere stata un’origine unica di contagio, probabilmente dovuta a banchetti ed eventi conviviali a settembre, poiché tutti quei paesi sono accomunati da continui legami commerciali, rapporti parentali o di amicizia fra ragazzi che frequentano i licei di Bronte, Randazzo e Linguaglossa, senza contare il ruolo del sistema dei trasporti e in particolare della circumetnea.
X Andrea
Grazie Andrea…Ma non si può spiegare l’accaduto a Randazzo senza i dati epidemiologici e accennando solo ai 700 tamponi effettuati nelle scuole. Altre zone rosse in zone rurali e remote come Galati Mamertino o Sambuca di Sicilia sono state in vigore per 3 settimane e ripeto non si spiega il crollo dei positivi a Randazzo se non si hanno i dati epidemiologici e sono semplicistiche le ipotesi su banchetti, etc senza che vi siano i dati ed affermando genericamente che nei paesi vicini sarebbero state delle occasioni conviviali le cause di diffusione. Il covif non è diffuso solo dai banchetti. Ma sarebbe utile ad esempio sapere quanti tamponi sono stati effettuati nelle settimane prima e nelle settimane dopo l’istituzione della zona rossa? Il dato basso di ricoverati semmai sarebbe indicativo che la zona rossa non era necessaria se molti erano giovani o paucisintomatici perché l’alto numero di positivi era legato all’alto numero di tamponi e quindi i ricoverati erano pochi. Ad esempio oggi in Sicilia vi sono 22832 positivi e 1348 ricoverati. Quindi se a Randazzo vi erano 160 positivi vi dovevano essere 10 ricoverati in media e ossia circa il 6% dei positivi. Prima di parlare di modello occorre uno studio con fondamento scientifico che può essere fatto mettendo a disposizione degli studiosi i dati epidemiologici.