Zone blu, l'accusa al Comune: |"Fanno campagna elettorale"

Zone blu, l’accusa al Comune: |”Fanno campagna elettorale”

Guerra sugli stalli a pagamento. Catania: "Aperti al dialogo, ma ci devono 1,5 milioni".

Parnormus 2000 all'attacco
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PALERMO – Un clima rovente, un braccio di ferro che rischia adesso di trasformarsi in una vera e propria battaglia. Sono tesi come non mai i rapporti tra il comune di Palermo e la società Panormus 2000, ossia l’azienda che ha costruito il mega parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio Emanuele Orlando al Tribunale con un project financing del 2005. Da un lato l’amministrazione Orlando, che chiede 1,5 milioni di euro come ristoro per l’extraprofitto; dall’altra la società che non solo parla di conti sbagliati, ma lamenta la sottrazione di oltre 200 stalli a pagamento.

“Il Comune di Palermo prosegue nella sua progressiva e arbitraria opera di sottrazione di spazi che la Convenzione ci garantisce e si rifiuta di convocare il Comitato di coordinamento per la gestione del servizio”, attacca la Parnormus 2000.

Al di là delle dichiarazioni finora concilianti, infatti, traspare grande irritazione nei confronti del Comune. “L’ultima riunione del comitato si è tenuta il 24 settembre del 2012 – dice l’azienda – Appare abbastanza chiaro che il Comune di Palermo utilizzi il contenzioso in atto con la nostra società, avanzando nei nostri confronti una ingiustificata richiesta di un milione e mezzo di euro a titolo di extraprofitti, ossia di maggiori utili che non abbiamo mai conseguito e senza alcuna considerazione per i costi di produzione e di gestione sostenuti, come pretesto per non rispettare le regole previste dalla convenzione siglata nel 2005 e che prevedono, fra le altre cose, la concessione e la gestione dei posti auto di superficie. Ebbene, oggi dobbiamo assistere alla arbitraria sottrazione di stalli, 212 complessivi per l’esattezza, e alla sostanziale inibizione per la nostra utenza delle aree nella zona P2 in seguito alla introduzione della Ztl. In questa area infatti, l’accesso è consentito solo a chi provvisto di pass, con conseguente penalizzazione per le nostre entrate”.

E dire che proprio recentemente, il 25 ottobre, la Parnomus ha incontrato l’assessore alla Mobilità Giusto Catania. “Si è limitato ad ascoltare le nostre ragioni, ma da allora non è cambiato alcunché – argomenta Panormus – Il dirigente Roberto Biondo, in poche righe, ci ha solo detto che ‘misure in merito al numero di posti auto in superficie potranno essere attivate solo a seguire le decisioni che l’Amministrazione Comunale maturerà, stante le note divergenze insorte in merito all’interpretazione del monitoraggio della Convenzione in oggetto’. Abbiamo altresì chiesto al Comune di convocare il Comitato di coordinamento, organismo preposto alla gestione delle problematiche inerenti la Convenzione, proprio per fare il punto della situazione e raggiungere una intesa superando le divergenze insorte per una migliore esecuzione del servizio, nell’interesse dei cittadini, ma non abbiamo ricevuto risposta. Il Comune decide di non decidere, commettendo abusi nei confronti del gruppo che garantisce un importante servizio alla città, strumentalizzando il contenzioso in atto per ragioni di opportunità politica, dal momento che solo pochi mesi ci separano dal rinnovo del Consiglio comunale e dalla elezione del sindaco”.

“Noi partiamo purtroppo da una anomalia, e cioè da un contratto novantennale che non c’è in nessun’altra parte d’Italia – replica Catania – c’è un dialogo aperto, nessuna chiusura da parte nostra: la società ha posto un tema corretto, cioè quello della convocazione del comitato, e per questo ho chiesto al Patrimonio che si proceda in tal senso. Sarà quella la sede per formalizzare la nostra richiesta di extraprofitti. Facendo i conti abbiamo scoperto che qualcosa non quadra e la convenzione, in questo caso, è chiara. Il contratto firmato in epoca Cammarata non tutelava gli interessi dei cittadini e dell’amministrazione, il ministero aveva ragione”.

 

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