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appoggiare una parte politica al solo scopo di ottenerne benefici personali, fa di un uomo qualunque uno statista?
Quelli ke ne parlano bene...è perkè hanno avuto
Quelli ke ne parlano male,,,è perkè non hanno avuto
Quelli ke non ne parlano ne di bene ne di male è perkè sperano
Sig. bendicò, ognuno si esprime per quello che è.
Anch'io ho un bel post lungo lungo da pubblicare...un rotolo di carta igienica!
Avrebbe la stessa dignità di certi post chilometrici che leggo a commento di questo articolo (???) che giudico, a voler essere eleganti, risibile!
Questo è il sito dove potete ascoltare direttamente le parole del Magistrato Paolo Borsellino a proposito del ruolo della politica, dura un minuto e mezzo: http://www.youtube.com/watch?v=_mYl0pbra-s
caro massimo ti dò un assaggino "fiera di brindisi" oggi
Intervento del neo ministro.
Propongo di cambiare il nome di Agricoltura in Agricultura: l'unità d'italia l'ha fatta l'agricoltura. La cultura e la civiltà che l'agricoltura rappresentano sono a presidio della nostra identità, del nostro modo di essere, del nostro modo di vivere.
E' infatti dalla affermazione della identità italiana dei nostri prodotti che passa la possibilità di una sempre maggiore competitività dei nostri prodotti.
Dico sì alla ETICHETTATURA, dico sì alla lotta alla conttraffazionedei prodotti, dico NO agli OGM.
La strategia politica del ministero dell'agricoltura si snoderàsu alcune linee guida e quelle indicate sono prioritarie.
La vicenda Parmalat è una vicenda geopolitica e la difesa della Italianità di Parmalat è un dovere.
Il settore agroalimentare,come quello energetico, è divenuto strategico oltre che vitale per le economie dei Paesi, Italia compresa.
Questi sono alcuni dei passaggi del neo ministro a brindisi massimo poi veda lei se ci dobbiamo vergognare del ministro Romano oppure di lei.
un omaggio al dott. puglisi
Il povero Romano un uomo delle istituzioni ? Ma come si fa a scrivere una simile stupidaggine ? Tutta Italia sa che romano ha cambiato casacca per una misera poltrona !! Per votare le leggine salva-berlusconi ha ricevuto il contraccambio. Guardate chi ha nomninato subito come consulente...Ma voglio venire incontri ai pochi illusi e fan di romano: aspettiamo e giudicheremo le cose che farà per i siciliani, come le "tante" che hanno già fatto i miccichè, la loggia, alfano, schifani, ecc...che vergogna!!
altra condanna signori riportata dai giornali guardate il sig. travaglio l'amico del sig.ARMANDO CARTA
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
SEZIONE VII CIVILE
Il Giudice Unico, dott. M.Francesca. CHRISTILLIN
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. 27466/06 + 27468/06 R.G./F.
20 FEB.2008
avente oggetto: risarcimento danni
promossa da:
CONFALONIERI Fedele
PARTE ATTRICE
e
MEDIASET s.p.a. in persona del procuratore speciale
PARTE ATTRICE
contro
TRAVAGLIO Marco
PARTECONVENUTA
P.Q.M.
Il Giudice Unico, respinta ogni diversa domanda, in contraddittorio delle parti, Dichiara il convenuto TRAVAGLIO Marco responsabile dell'illecito di cui in motivazione in relazione all'articolo pubblicato sul quotidiano L'UNITA' del 16.7.2006 nei limiti ivi indicati e per l'effetto, in parziale accoglimento della domanda proposta dagli attori Fedele CONFALONIERI e MEDIASET s.p.a. in personale del legale rappresentante pro tempore, CONDANNA il convenuto TRAVAGLIO Marco, al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti da Fedele CONFALONIERI e MEDIASET s.p.a. in personale del legale rappresentante pro tempore Condanna il convenuto TRAVAGLIO Marco, al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti da Fedele CONFALONIERI e MEDIASET s.p.a. in personale del legale rappresentante pro tempore, che si liquidano equitativamente in: euro 10.000,00 in favore di Fedele CONFALONIERI euro 12.000,00 in favore di MEDIASET s.p.a. in personale del legale rappresentante pro tempore. Condanna il convenuto, a titolo di sanzione ex art. 12 L. 47/48, al pagamento della somma di euro 2.000,00, in favore di ciascuna delle due parti attrici. Dispone la pubblicazione, per estratto, della presente sentenza, a cura e spese del convenuto TRAVAGLIO Marco, sul quotidiano "Il Corriere della Sera". Condanna il convenuto al pagamento delle spese processuali sostenute dagli attori, che in assenza di nota spese, liquida: quanto a Fedele CONFALONIERI in complessivi euro 2.926,57, di cui euro 856,00 per diritti, euro 1.550,00 per onorari ed euro 520,57 per esposti, oltre 12,5% spese forfettarie CPA ed IVA. Quanto a MEDIASET s.p.a. in persona del legale rappresentante pro tempore in complessivi euro 2.924,84, di cui euro 856,00 per diritti, euro 1.550,00 per onorari ed euro 518,84 per esposti, oltre 12,5% spese forfettarie CPA ed IVA. Così deciso in
Torino in data 21.1.2008
IL CANCELLIERIE IL GIUDICE
Dott. ALFONSO DE MARIA DR. M. F. CHRISTILLIN
TRIBUNALE DI TORINO
20 FEB.2008
sig.ri adesso ci divertiamo giocando sullo stesso piano peccato che non possiedo testate o faccio programmi televisivi però un programma su travaglio si potrebbe organizzare. a berlusca usale ste televisioni non tè fà accusà senza usalle.
questo e quel santuomo amicone del sig. Armando carta Travaglio condannato a 8 mesi.
Diffamò Previti in un articolo scritto per l'Espresso nel 2002. Sanzionato anche con 100 euro di multa
Marco Travaglio (Emblema)
ROMA - Il tribunale di Roma ha condannato il giornalista Marco Travaglio (collaboratore tra l'altro della trasmissione di Rai2 «Anno Zero» condotta da Michele Santoro) a 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa per diffamazione ai danni dell'ex ministro della Difesa e parlamentare di Forza Italia Cesare Previti in relazione ad un articolo pubblicato dal settimanale «L’Espresso» il 3 ottobre del 2002 dal titolo: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia».
Il giudice ha deciso anche un risarcimento di 20 mila euro per Previti. E’ stata condannata anche Daniela Hamaui, come direttore responsabile del settimanale, a 5 mesi e 75 euro di multa. Per entrambi gli imputati la pena è sospesa.
15 ottobre 2008(ultima modifica: 16 ottobre 2008)
per il sig. armando carta
per far vedere alla gente di che pasta è questa gente questo è più corto leggetelo.
Pubblicato da libero perchè altri giornali per ovvi motivi non lo PUBBLICANO
Roma, 31 mar. (Adnkronos) - "In qualita' di legale di Giovanni Randazzo (capo segreteria del ministro Romano, ndr)- si legge in una nota- e in relazione all'articolo apparso in prima pagina sul Fatto quotidiano del 30 marzo 2011 a firma del giornalista Marco Lillo, che afferma che Randazzo 'e' stato a lungo indagato per corruzione' e che la sua persona sarebbe stata avvicinata a figure mafiose nelle dichiarazioni del pentito Campanella, ripreso da organi di stampa e dalla televisione, rappresento quanto segue: Il procedimento si e' concluso con un decreto di archiviazione in data 1.6.2009. L'archiviazione esclude nel merito condotte corruttive". E infine afferma che "le dichiarazioni del Campanella non appaiono riscontrate in alcun modo nonostante le lunghe e approfondite indagini condotte. Tali dichiarazioni sono dunque prive di alcun valore, e nessuno ha mai neppure ipotizzato qualsiasi tipo di collegamento con mafiosi. Il dottor Randazzo si riserva di adire le competenti sedi".
31/03/2011
Sig. giuseppe472,
anche Marco Travaglio è un giornalista bravo e molto ben documentato. Ho avuto già modo di scrivere che la politica deve (dovrebbe) avere un ruolo diverso dalla Magistratura. Come ebbe a dire una persona che viene universalmente apprezzata e stimata (ora che è morto...) come Paolo Borsellino in una lezione del 1989 che riporto nuovamente:
“L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto.
E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso.
Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.
Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto.
Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati.”
La politica dovrebbe, appunto, intervenire nella selezione della classe dirigente senza dover aspettare le sentenze della Cassazione. I Magistrati per condannare devono avere delle prove di scambio con i mafiosi (voti-denaro o appalti…) che non sempre risultano facili da ottenere.
Ma riescono a evidenziare rapporti di contiguità che dovrebbero essere sufficienti per allontanare dalla politica certi soggetti…
Ma questo troppo spesso non succede.
sig. exudc40,
le posso garantire che il mio scopo della vita è quello di stare bene e sereno; mi capitava di attaccare solo quando giocavo a pallone....
Per quanto riguarda i traumi non posso escludere di averne avuto, ma le garantisco che sono una persona abbastanza allegra ma questo non vuol dire che non osservo le condizioni della nostra Sicilia e siccome non ci sto bene e ci dovrà crescere pure il mio bimbo non rinuncio a tentare di documentarmi e invitare anche gli altri a farlo. Poi ognuno decide con la propria testa...
Il finale del suo commento suona un po' minaccioso ma spero che sia solo un'interprezione sbagliata. Saluti
sig. armando carta
se ancora oggi lo stato per fare indagini nel 2011 ha bisogno dei pentiti è meglio che cambiano mestiere, oggi non si può scendere a compromessi con i delinquenti e se lo fai ad un mafioso(killer) non dovresti darli mai la libertà un carcere meno duro.
Così si può cambiare la sicilia. e il mondo
AL SIGNOr ARMANDO CARTA:
Mi perdoni, il suo scopo nella vita e' quello solo di attaccare?
Non so' nella sua vita di quali traumi e' stato volontariamente o involontariamente colpito, ma Lei vede solo trame oscure che le permetterebero di vincere l'Oscar per la Regia !!!!!!!!!!
Mi creda c'e' ben altro nella vita, la prenda piu' allegra, con meno anzie, viva alla giornata, non si accanisca cosi' contro tutto e tutti, sa' Don Chisciotte e' morto affontando mulini al vento !
@Armando Carta.-Il Sig.Peter Gomez assieme al compagno di merende Travaglio,nel 2006 hanno pubblicato un volume dal titolo "Se li conosci,li eviti."E' un volume di commenti sul fenomeno mafia ma sopratutto è un elenco di persone(nome,cognome,professione etc.)Fra i tanti nomi ce ne erano due o tre che si erano sputtanati (secondo gli autori) andando a fare visita nel carcere al deputato Dott.Mercadante,accusato di appoggio esterno alla mafia.I tre erano anch'essi deputati.Bene secondo gli illustri giornalisti i tre suddetti deputati
erano da considerare delinquenti e mafiosi ergo andavano evitati,da cui il titolo del tomo.Tutti sappiamo che il Dott.Mercadante dopo quasi 5 anni di carcere è stato assolto.Signor Carta è sempre dello stesso parere sul conto delSig.Gomez?La saluto
E' un po' lunghetto ma Vi suggerisco la lettura di questo pezzo di Marco Lillo dal Fatto Quotidiano del 30/03/2011.
Di Randazzo, braccio destro del ministro Romano, parla il pentito Campanella: aiutava l’uomo di Provenzano
Il braccio destro del ministro dell'agricoltura Francesco Saverio Romano e il braccio destro del numero uno della mafia Bernardo Provenzano si conoscono bene. Si sarebbero incontrati più volte a Roma e addirittura il primo avrebbe dato una mano al secondo nei suoi affari. Lo racconta il pentito Francesco Campanella in tre verbali (2005-2006) alle Procure di Palermo, Roma e Catanzaro.
Il braccio destro del boss si chiama Nicola Mandalà. E' stato arrestato nel gennaio 2005 perché era l'uomo più fidato di Bernardo Provenzano, quello che ha accompagnato il capo corleonese a operarsi a Marsiglia nell'estate 2003. A fornire la carta di identità falsa con il nome del boss per il viaggio era stato il suo amico Campanella, già presidente dei giovani del partito di Clemente Mastella nonché presidente del consiglio comunale di Villabate in quota Udc, nonché gestore degli affari nel bingo e nelle scommesse del boss. Quando Mandalà finisce in prigione, Campanella si pente e racconta tutto quel che sa su mafia e politica. Anche su Giovanni Randazzo, da pochi giorni nominato capo della segreteria tecnica del ministro Saverio Romano.
Proprio a seguito dei verbali di Campanella, Randazzo è stato indagato a lungo per corruzione e altri reati a Roma. Campanella aveva raccontato che Randazzo aveva messo in piedi un sistema per frodare fondi alla UE e all'Onu e che in quell'affare aveva coinvolto lo stesso Campanella. Ancora oggi l'Olaf, l'Antifrode europea sta indagando su quella vicenda di presunti sperperi, ma sotto il profilo penale in Italia le dichiarazioni dell'ex amico di Randazzo non hanno trovato sufficienti riscontri. Così il pm Angelantonio Racanelli ha chiesto e ottenuto la sua archiviazione. Randazzo è un incensurato quindi, ma i verbali di Campanella meritano comunque una rilettura dopo la nomina. Ecco quel che Campanella ha detto ai pm di Palermo il 15 dicembre 2005:
Io Giovanni Randazzo lo conosco da tempo è un ragazzo con il quale militavamo insieme nel movimento giovanile della DC .... fino a quando non scopro un giorno per coincidenza che tutti e due siamo massoni, è capitato, e quindi ci riconosciamo anche in questo ulteriore elemento comune. In quegli anni Randazzo non se la passava bene: mi ricordo che Giovanni cresceva però stentava un po' e si vedeva che non è che aveva un tenore di vita elevato. Continuava a vivere dalla nonna. Insomma, ogni tanto capitava anche di andare a cena in qualche ristorante di quelli particolarmente esosi e a me capitava di pagare il conto perché capivo che non ce la faceva. Poi me lo ritrovo invece con ufficio e casa con palazzo a Largo Chigi, macchina, telefonini, vestiti. Doveva essere se non sbaglio il 2001. Randazzo spiega l'improvvisa fortuna con le sue entrature politiche nell'Udc e in particolare con Lorenzo Cesa, per il quale curerà poi la campagna elettorale europea del 2004. Il vecchio amico sfigato cerca di ricambiare i vecchi pranzi dei tempi difficili: Giovanni mi dice: sono a cavallo adesso. Ho una serie di commesse ti farò vedere .... lui mi disse che in Sicilia io adesso diventavo il suo punto di riferimento, c'era lavoro per tutti, dobbiamo fare un sacco di affari". Giovanni mi dice: vi riconosco massoni, vi riconosco fratelli, però io il rapporto ce l'ho con te. Io voglio aiutare te, poi tu vedi un attimo come regolarti con gli altri. Così noi facciamo un accordo tra le due società: la Sinergia (Campanella Ndr) e la G&B Srl (Randazzo Ndr) che era quello il legame operativo addirittura interscambiandoci il know-how, le sedi operative. Noi avevamo un ufficio a Palermo e loro a Roma. Ci scambiamo anche nelle carte intestate, nelle targhe.
Il rapporto non viene incrinato nemmeno quando Campanella è indagato per i rapporti coi boss. Il 25 gennaio del 2005, continua il suo racconto Francesco Campanella, ci fu la perquisizione nei miei confronti (nell'ambito dell'indagine su Nicola Mandalà e gli altri fiancheggiatori di Bernardo Provenzano Ndr) e io mi pongo il problema di andare a Roma a incontrare Giovanni e spiegargli quello che avviene anche perché per telefono non era il meccanismo migliore. Andai a Roma si mattina presto a casa di Randazzo a Largo Chigi e raccontai a Giovanni della perquisizione, dell'avviso di garanzia e di tutta la vicenda. Giovanni conosceva la mia frequentazione con Nicola Mandalà che più volte ebbi modo di presentargli a Roma perché capitava che in questi miei viaggi a Roma io venivo con Mandalà perché ci occupavamo nel frattempo delle vicende del Bingo. Mi ricordo che l'ultima volta che siamo venuti era perché ci avevano revocato la concessione ippica e quindi venivamo a capire cosa c'era da fare dal punto di vista amministrativo e mi ricordo che con Nicola andai subito in questo ufficio di Largo Chigi che io utilizzavo come mia sede e c'era Giovanni Randazzo che già conosceva Mandalà da un paio di anni, sapeva chi era Mandalà anche come spessore criminale mafioso, perché nell'ultimo anno abbiamo avuto modo di parlarne. Tant'è vero che lui mi diceva: 'Nicola come è messo? Come vanno le cose? Si informava di questi fatti perché conosceva bene Mandalà e l'abbiamo visto 2,3,4 volte quando ci siamo trovati a venire a Roma. Mi ricordo che in questo ultimo incontro Giovanni si interessò per questo mio problema che avevo con il punto Snai ippica e mi mandò, sempre per il suo canale Udc politico, da un alto funzionario dell'Unire. Telefonicamente mi fissò questo appuntamento dove io mi recai col Mandalà per andare a capire se c'era la possibilità di salvare questa concessione che ci veniva revocata per un problema amministrativo di ritardato pagamento... Feci una giornata molto frenetica col Mandalà. Andammo da Randazzo; Randazzo chiamò questo dell'Unire che ci fissò il pomeriggio stesso l'appuntamento e poi mi recai col Mandalà all'Unire”.
Pm: “E la reazione di Randazzo (dopo la perquisizione Ndr)?”. Campanella: “Randazzo conosceva tutta la vicenda. Quindi anche i miei rapporti con Mandalà. Prende atto di questa situazione e rimane molto dispiaciuto. Al che io gli faccio 'forse sarebbe il caso che noi evitas simo di vederci. Cioè io lo metto co sciente di questa vicenda perché lui Mandalà lo conosceva, l'aveva ricevuto e sapeva anche del suo spessore criminale e mi ricordo che abbiamo avuto anche modo di chiacchierare dell'omicidio Geraci (il costruttore ucciso da Nicola Mandalà nell'ottobre del 2004 Ndr) che era di Altavilla Milicia e Randazzo lo conosceva perchè di Altavilla Milicia . In quel contesto Randazzo mi dimostrò molta solidarietà. Mi disse: mi puoi chiamare quando vuoi, se hai bisogno di soldi, qualsiasi cosa, sono a disposizione”.
Sig. Peppe, non conosco quale siano i Suoi parametri per definire una persona per bene, ma sono certo che saranno diversi dai miei...
Per quanto riguarda il giornalista Peter Gomez lo ritengo un ottimo professionista che sa quello che scrive perchè e sempre molto ben documentato. Io non sono un giornalista e non osanno i pentiti ma riconosco (come ha fortemente voluto questa legge) la loro importanza nel tentativo di conoscere le vicende di mafia, prevenire stragi e arrestare qualche mafioso (magari non solo con la coppola....).
Di Saverio Romano Lei è libero di pensarla come crede e, dal Suo punto di vista, non mi meraviglio (e non la insulto, io....) se Lei si augura che possa aumentare i consensi.
Io resto convinto che un politico non debba MAI cercare consensi presso certi ambienti perchè se no questa nostra Sicilia sarò condannata a restare sempre in condizioni di arretratezza e povertà. E a me non sta bene per niente. Saluti
«Che cos’è il genio?», si chiedeva il “Perozzi” (Philippe Noiret) in Amici miei prima di magnificare l’ennesimo scherzo elaborato dal “Necchi” (Duillio Del Prete). «È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione!». Il “Necchi” che ieri ha mandato ko la maggioranza è il segretario d’Aula del Pd, Roberto Giachetti. » E’ l’incipit del pezzo di Tommaso Labate su Il Riformista, dal titolo “E Giachetti incastrò i berluscones”. Un giochetto tutto in punta di fioretto per spiegare ai suoi lettori di come il Pdl è stato messo nel sacco dal Pd. D’avvero, una gran bella ricostruzione di parte. Sarebbe stato più semplice raccontare i fatti per come realmente si sono svolti, senza scomodare le super virtù cerebrali del segretario d’Aula del Pd, Roberto Giachetti. E dire chiaro e tondo, per come si evince dal resoconto parlamentare, che senza la complice partecipazione di Gianfry, il sultano dell’aula di Montecitorio, tutto sarebbe rientrato nella normalità delle cose e si sarebbe concluso con la votazione di tutti i presenti nell’emiciclo. E il casino non ci sarebbe stato. Ma avrebbe dovuto ammettere che la terza carica dello stato ha allungato il piede e ha fatto lo sgambetto alla maggioranza. La stessa che su quella poltrona l’ha messo a sedere. Ma nell’aula di Montecitorio è questa l’aria che tira. Ed è di quest’aria avvelenata, di questa accentuata partigianeria da parte della terza carica dello stato, che avrebbe dovuto scrivere, se avesse voluto davvero raccontare la verità. E quelle “due effe, una a, una enne, una ci, una u, una elle e una o”, ci stavano proprio tutte. Anzi, come rafforzamento, ci sarebbe pure stato dell’altro. Perché se i cecchini in parlamento sono la scabbia della democrazia, quando il cecchino si annida alla Presidenza di una camera,allora, è il cancro che ha attaccato la sovranità popolare.
preferisco l'eleganza del silenzio......sicula sono!!
La verità:la cultura politica di Romano è diversa da quella di La Russa...Un democristiano difficilmente cade nella trappola delle provocazioni. La Russa è caduto nella trappola di Bocchino,Fini,Bersani,Casini,D'alema,Di Pietro e compagnia cantando..........................................................
Per il sig. Armando carta
lo sa' la differenza che c'e' tra lei peter gomez e i siciliani per bene ??????
Che peter gomez fa il gionalista e si e fatto una posizione Facendo sciacallaggio nei confronti di chi che sia di turno e sempre piccolo e rimasto, perche le ricordo chebil dovere di un gionalista e di ricercare la verita e non di tirare fango gratuito.
Che lei forse sara qualche giornalista o cosa simile e mediocre che tenta di infangare la gente per bene osannando i Pentiti non so se ne trarra vamtaggio.
Mentre la gente comune vivendo in sicilia conosce le idee dei propri rappresentanti politici hanno un rapporto personale e sanno pure che la mafia la devono cercare il altri luoghi e non a casa Romano oggi voi giornalisti avete capito che fare articoli su uomini conosciuti aiuta a fare carriera mentre parlare o fare inchieste su i delinquenti si ha solo da perdere
QUINDI non si preoccupi se il neo ministro aumentera i suoi consensi.
Ma vero questo accanimento contro Romano?!?!Non capisco a cosa e' dovuto!!!Oggi scopriamo che nel panorama politico nazionale a cui i giornali sono interessati, esiste solo Romano...Delle due una o Romano calca il "Centro" della scena rubando perfino lo spazio a Berlusconi, oppure i media lo vogliono tirare per la giacchett qualunque cosa faccia...La domanda e': a che pro?!?A chi giova?!?E' forse un personaggio scomodo ai media, o ai nemici dei media, che spingono per gettare ombre su di lui?!?,
SOTTOSCRIVO E CONDIVIDO questo articolo di Peter Gomez da Il Fatto Quotidiano, del 25 marzo 2011
Romano ministro, un messaggio alla mafia
L’indecente nomina di Saverio Romano a ministro dell’Agricoltura, fa paura. Dare un posto nel governo a un indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione che importanti boss di Cosa Nostra, come il capofamiglia di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, nelle loro conversazioni intercettate dalle microspie, lodano e rispettano, equivale a lanciare ai clan un segnale preciso. E se poi l’esecutivo punta con testardaggine su Romano, sebbene il capo dello Stato si sia schierato apertamente contro la scelta, ecco che il segnale, agli occhi di Cosa Nostra e ‘ndrangheta, si trasforma in una sorta di messaggio: la tanto sbandierata lotta alla criminalità organizzata è solo di facciata. Intanto una sedia al tavolo del Consiglio dei ministri per chi, a torto o ragione, considerate un amico la troviamo sempre.
Tutti, a partire dalla politica e dagli uomini d’onore, sanno infatti che Romano non è solo stato lo storico braccio destro di Totò Cuffaro, l’ex governatore della Regione Sicilia condannato in via definitiva per fatti di mafia. Il neoministro è pure stato uno dei pochissimi parlamentari a non aver votato nel 2002 la norma che ha reso permanente il 41 bis, il carcere duro per i boss. Mentre nel suo feudo elettorale di Belmonte Mezzagno, il comune dove Romano è nato e dove suo zio, Saverio Barrale è sindaco, sono oggi in corso le procedure che potrebbero portare allo scioglimento dell’amministrazione per infiltrazioni da parte di clan.
Per questo, al di là dell’esito delle inchieste in cui Romano è ancora coinvolto, quello che è accaduto fa paura. A Silvio Berlusconi e alla Lega non importa che il loro esecutivo venga percepito come un governo Gomorra. La maggioranza ha ormai un solo obiettivo: la propria sopravvivenza. Romano serve perché in Parlamento porta in dote il voto dei cosiddetti Responsabili. E se poi, al Nord come al Sud, qualcuno tra le famiglie di mafia si mette in testa qualche strana idea, non è un problema. Anzi, visto che le elezioni amministrative sono alle porte, è meglio.
Errata corriere: parlavecchio invece di parecchio.
Caro Mario mi piacerebbe vedere la tua faccia. Forse scoprire che ti chiami anche parecchio, uomo che ha dichiarato che l'ex segretario Roma dell'dc,oggi .di ministro, stava rovinando un partito siciliano poiché si spaventata che potesse stringere accordi con il pd e che lui semmai avesse fatto questo passo sarebbe amato VIA dall'dc xké con i comunisti nn aveva nulla a che spartire. Guarda un Po cosa invece dice la storia
INCREDIBILE!!!
Corre voce che oggi il neo-Ministro Romano abbia perfino fatto pipì!
E questo non lo sa neanche Repubblica!!!! Tiè!
VERGOGNATEVI.
Stare all'interno del governo non vuol dire accettare o condividere simili atteggiamenti e Romano e' un uomo delle Istituzioni!
Ma smettetela di di difenderlooooooooo
Siete ridicoli, per una poltrona si è venduto, ha perso la faccia!!!
Ammesso che ne abbia mai avuta una...
Veramente .........l'On. Ministro e' rimasto stupefatto dal comportamento del presidente della Camera....non dai suoi colleghi!!!
Queste sono piccole vendette , sassolini nella scarpa che pian piano Fini tentera' di togliere perche' solo uomo spacciato!!!
Si può fare politica per due motivi:
- ideali
- convenienza
Evidentemente i nostri politici èpensano solo agli ideali (Sic).
E da cosa si dedurrebbe quest'aria di cui parlate?!?!