CATANIA – Non è lo stesso fenomeno che si è visto sull’Etna nel corso dell’anno. Se, infatti, le eruzioni spettacolari del 2021 hanno visto protagonista il cratere di sudest e la sua attività esplosiva, la bocca che si è aperta ieri sera, alla base della parete occidentale della valle del Bove, è di tipo effusivo. A destare l’attenzione e la prudenza dei vulcanologi, però, è soprattutto il fatto che l’attività in corso sia di tipo laterale, e non sommitale.
La nuova bocca
A descrivere la nuova situazione è Marco Neri, vulcanologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: “Ieri sera è successo qualcosa di abbastanza singolare, cioè l’apertura di bocca effusiva, senza attività esplosiva del cratere di sudest, a una quota bassa, alla base della parete occidentale della valle del Bove, con dei tassi di effusione assai modesti: la colata che emerge ha fatto qualche centinaio di metri e si ferma”.
Ma perché una nuova bocca di questo tipo crea un po’ di preoccupazione tra gli addetti? “La posizione rende questa eruzione, per adesso minima, classificabile come fianco – dice Neri – e quelle laterali sono, in potenza, le eruzioni più pericolose, perché mettono in attività bocche eruttive che prima non esistono a quote molto basse, vicino ai centri abitati. Fortunatamente questa bocca si trova nella valle del Bove, una zona desertica molto ampia capace di assorbire senza alcun pericolo per le città dei flussi di lava di questa portata”.
Sorvegliata speciale
Lo scenario, insomma, per il momento è tranquillo, ma la nuova bocca è comunque tenuta sotto osservazione dai vulcanologi: “Se dovessero cambiare i livelli di eruzione – continua Neri – lo scenario potrebbe diventare pericoloso: vero che la valle del Bove è grande, ma un flusso lavico molto alimentato prima o poi finirebbe per uscire. È uno di quei fenomeni che analizziamo con attenzione perché potrebbe evolvere in qualcosa di problematico”.
Che il flusso lavico per ora sia basso, comunque, è dimostrato dalla stessa colata lavica, che l’Ingv nei suoi bollettini descrive come scarsamente alimentata: “La bocca si è aperta ieri sera – dice Neri – e la colata ha fatto solo un centinaio di metri, una bocca eruttiva più alimentata avrebbe fatto una lunghezza molto maggiore. È un fenomeno complicato: le eruzioni sommitali, anche violente come quelle recenti, hanno la caratteristica di durare poco e di essere così alte da non poter produrre flussi di lava che non arriva ai centri abitati. Le eruzioni di fianco invece, in potenza, possono essere più antipatiche”.

