SIRACUSA – Ancora violenze ai danni degli operatori sanitari. Un infermiere dell’ospedale Umberto I di Siracusa, in servizio presso il Triage del pronto soccorso, è stato aggredito perché l’utente non voleva essere sottoposto al tampone, che per prassi, viene eseguito prima di accedere alle cure di reparto. Lo denuncia la Funzione pubblica della Cgil preoccupata per l’ennesimo episodio di violenza nei confronti dei Sanitari dell’Umberto I di Siracusa.
“Serve un segnale dalle istituzioni”
“Poche settimane prima un’altra infermiera sempre del Pronto soccorso; con loro tanti altri lavoratori della sanità che subiscono violenze verbali e fisiche mentre svolgono un servizio dedito alla tutela e alla cura della salute dei cittadini”. La Fp Cgil ricorda che a trenta giorni “dalla scadenza dei contratti legati allo stato di emergenza, il governo regionale non si decide a far sapere a questi ‘eroi’ se avranno ancora un posto di lavoro. Nonostante ciò – spiega Marco Salvo, segretario provinciale – i professionisti sanitari sono sempre pronti al sacrificio e non si risparmiano davanti a nulla, nemmeno davanti ai pericoli e alle incertezze. Non possono più essere tollerati certi episodi di violenza nei confronti di chi mette a rischio ogni giorno la propria vita per aiutare gli altri”. Il sindacato ha chiesto “un segnale forte da parte delle Istituzioni per attuare un protocollo contro le aggressioni per denunciare d’ufficio la violenza senza far esporre direttamente il lavoratore che svolge un pubblico servizio”.

