PALERMO – “Sotto le insegne di Forza Italia non c’è spazio per ammiccamenti con la criminalità organizzata”. Il senatore Renato Schifani prende nettamente le distanze dal consigliere comunale arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso e plaude alla decisione di Gianfranco Miccichè sulla costituzione di parte civile del partito in caso di processo. E mette i puntini sulle i rispondendo al segretario nazionale del PD Enrico Letta su Cuffaro e Dell’Utri, e rilancia: “Chiedo ad Enrico Letta di indicare quale significativa norma antimafia abbia approvato quando il Pd era al governo”.
Senatore, come commenta l’arresto del candidato al consiglio comunale di Forza Italia, Pietro Polizzi, accusato di voto di scambio politico-mafioso?
Un fatto gravissimo compiuto da un soggetto che si è rivolto, in piena autonomia, ad ambienti mafiosi per chiedere voti che Forza Italia ha sempre rifiutato. Complimenti agli inquirenti per la loro tempestività.
Ha fatto bene Gianfranco Miccichè a dire che Forza Italia in caso si arrivi a processo si costituirà parte civile?
Condivido pienamente. Questo comportamento scellerato ha senza ombra di dubbio ha arrecato un danno di immagine al mio partito, e la costituzione di parte civile denota una intransigenza nei confronti della mafia che mi sento di apprezzare. Chiunque deve sapere che sotto le nostre insegne non c’è spazio per ammiccamenti con la criminalità organizzata
Il segretario del Pd Enrico Letta intervistato da Live Sicilia ha detto in riferimento alla lotta alla mafia che è prioritaria per il centrosinistra “che i silenzi e i segnali politici che arrivano dalla destra sono inquietanti”. Che ne pensa?
Quando Letta parla di silenzi non capisco a cosa si riferisca. Il no ai voti provenienti dalla mafia è stato ripetuto pubblicamente da Berlusconi senza incertezza alcuna ma anzi con forte determinazione. Se per segnali il segretario del Pd si riferisce a Cuffaro e Dell’Utri, vorrei essere chiaro. Quest’ultimo non sta facendo campagna elettorale e si è limitato ad affermare che Lagalla è il miglio candidato. Vogliamo precludergli allora il diritto di pensiero ed espressione garantito dall’articolo 21 della Costituzione? A Cuffaro, che ha espiato con decoro la sua pena, vogliamo impedire di associarsi liberamente in un partito, circostanza garantita dallo articolo 49 della nostra Carta?
Lei ha detto che avete combattuto la mafia con i fatti. Quali?
Il carcere duro era una misura provvisoria del nostro ordinamento e veniva prorogata di biennio in biennio, tanto che una richiesta inserita nel cosiddetto “papello” di Riina era la sua abolizione. Ebbene nel 2002, in occasione del rinnovo della misura, ne proposi con successo a Berlusconi la stabilizzazione. Nel 2008 abbiamo inasprito le norme sui sequestri mafiosi prevedendo il sequestro dei beni leciti quando quelli illeciti erano stati precedentemente e fraudolentemente alienati a terzi di buona fede, e quindi non più aggredibili. Una misura durissima contro la mafia perché l’ha colpita al cuore, e cioè ai suoi patrimoni cui tiene immensamente. Chiedo ad Enrico Letta di indicare quale significativa norma antimafia abbia approvato quando il Pd era al governo.
Secondo lei questa campagna elettorale è stata improntata troppo sulla questione morale e troppo poco sui problemi della città di Palermo?
La sinistra ha ereditato da Orlando una città in stato di abbandono e di degrado senza precedenti. Ecco che allora ha preferito spostare il dibattito su una surreale questione morale degli avversari, sapendo di essere poco credibile sul piano dei contenuti. Lagalla invece ne parla con competenza e pacatezza.
Un altro tema di portata nazionale che ha fatto irruzione nella campagna elettorale riguarda il reddito di cittadinanza. Lei la considera una misura da abolire?
Sicuramente da riformare. Doveva avviare al lavoro tanti giovani ed invece ha fallito il suo obiettivo. È diventato un assegno di disoccupazione e favorito il lavoro nero. Altra cosa è quando è servito a sostenere fasce sociali poco abbienti rientranti nelle soglie della povertà.
Una volta chiusa la pratica delle amministrative molti nodi verranno al pettine. Secondo lei il centrodestra siciliano si spaccherà? E il centrosinistra?
Il centrosinistra non si spaccherà perché sa di essere competitivo soltanto con l’alleanza tra PD e M5S. Il centrodestra è chiamato ad una grande prova di maturità e responsabilità, perché una sua scellerata rottura difficilmente potrebbe essere ricomposta alle successive politiche.

