Aggressione al gioielliere: "Non mi fermo, martedì si riapre"

Rapina e pestaggio al gioielliere: “Non mi fermo, martedì si riapre”

Aggressione al gioielliere
Una tentata rapina brutale sfociata nella ferocia della violenza. Il messaggio forte del titolare dell'attività, Salvo D'Ambra.

GIARRE. Il volto tumefatto, il setto nasale e tre costole rotte. Più che una tentata rapina, una vera e propria spedizione punitiva quella organizzata da due malviventi ai danni di Salvo D’Ambra, 76 anni, titolare della gioielleria di via Callipoli a Giarre.
D’Ambra è stato picchiato selvaggiamente. Ripetutamente a calci e pugni e, poi, aggredito con dissuasore elettrico: il cosiddetto taser.

La ricostruzione dei fatti

Poco prima dell’orario di chiusura, all’incirca alle 19.30, entra un quello che pare essere un normale cliente. Non lo è: semplicemente, finge di esserlo. A distanza di breve tempo fa irruzione un complice incappucciato. 
“Sono stato aggredito avendo il taser puntato alla gola e al collo ed io ho cercato di difendermi schivandolo per almeno sette, otto volte – racconta un tenace Salvo D’Ambra nell’intervista raccolta da Filippo Romeo per Rei Tv -. Sono stato fatto cadere sulle scale ma mi sono difeso come potevo, dando delle gomitate. A quel punto è arrivato il complice che era incappucciato e con una tuta nera. Io ho continuato a difendermi ma hanno proseguito a darmi pugni sulla faccia, rompendomi il naso”.

L’allarme e la fuga

Ad un certo punto, la commessa della gioielleria è riuscita a premere il pulsante anti-rapina che ha allertato direttamente le forze dell’ordine. I due criminali se ne sono accorti e sono fuggiti via: a quanto pare a bordo di una Fiat Panda con la quale erano arrivati sul posto.
“Anche la commessa, assieme ad una cliente che era presente, è stata buttata a terra. La mia commessa è stata coraggiosissima ed i rapinatori accorgendosi che era riuscita ad avvertire le forze dell’ordine, sono scappati via rompendo anche, senza motivo, una vetrina”.

D’Ambra è stato soccorso dal 118 e, poi, curato all’ospedale di Giarre. Già in passato il gioiellerie è stato vittima di altre rapine: in una di queste era rimasto ferito con un colpo d’arma da fuoco al piede: “Io non chiuderò la mia attività. Vado avanti: martedì si riapre”.


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