Sanità, laboratori privati sul piede di guerra

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Gibiino: "Diritti calpestati"
LA PROTESTA
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ROMA – “Mercoledì 20 marzo al Teatro Brancaccio di Roma si terrà l’incontro/confronto di tutte le categorie della Specialistica del territorio con gli esponenti del governo che, con la pubblicazione del tariffario delle prestazioni specialistiche, “invece di migliorare la sanità italiana la faranno precipitare in un baratro”. Lo dice Salvo Gibiino, coordinatore del Coordinamento Intersindacale della Medicina specialistica di territorio Cimest che aggiunge: “I responsabili della sanità Italiana, caparbiamente, hanno rifiutato qualsiasi confronto con lo scrivente Coordinamento e con la maggior parte della Associazioni sindacali di categoria. Si sono barricati su teoremi che non hanno alcun ragionamento logico ma al contrario incoerente, irragionevole, irrazionale dettato da asserzioni a dir poco allucinogene. Infatti, come si possono confermare, anzi no, ridurre del 30%-40% le tariffe determinate nel 1996?”.

“Gli aumenti dei costi in 28 anni…”

“Come se in ben 28 anni non si è avuto alcun aumento del costo del personale, dei costi fissi, dei costi delle apparecchiature, della manutenzione del materiale medico, dei reattivi – aggiunge -. Tutto ciò porterà a non poter più erogare centinaia di prestazioni in quanto con queste tariffe non sarà più possibile riconoscere la giusta retribuzione del nostro lavoro e, qualora lo facessimo, porteremmo le nostre strutture al fallimento”.

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“Il governa calpesta la Costituzione”

Secondo Gibiino “è inconcepibile che sia proprio il governo a calpestare l’articolo 36 della Costituzione (‘Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro’) imponendo tariffe a dir poco infattibili ed impraticabili – evidenzia -. Ma fatto ancor più grave è che il governo dall’1 aprile, di fatto, negherà ai cittadini un altro diritto fondamentale e precisamente quello previsto dall’articolo 32 della nostra Costituzione (‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività’) in quanto saremo costretti a negare o a far pagare le prestazioni che non potremo più erogare a causa di queste tariffe scellerate”.

“Diritti negati ai cittadini”

Gibiino poi conclude: “Di fatto viene negato ai cittadini meno abbienti il diritto ad essere curati e trasformando quella che era una delle migliori sanità del mondo in una sanità solo per ricchi. Un esempio per tutti: Riabilitazione cardiologica viene retribuita 3,85 euro (dapprima 19 euro); elettrocardiogramma nella seconda visita 5,50 euro, dapprima 11 euro. E potremmo continuare all’infinito. Confidiamo che il Ministro giorno 20 scenda dai palazzi dorati e comprenda che la sanità si eroga sul territorio e non dietro una cattedra”.

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