PALERMO – I recenti femminicidi delle siciliane Sara Campanella e Ilaria Sula scuotono le coscienze anche Palermo. Un centinaio di studenti, donne e uomini di tutte le età, si sono ritrovati questa mattina a piazza Pretoria, davanti alla sede del Comune, per manifestare in ricordo delle due giovani donne e, più in generale, contro la violenza di genere, nel corteo organizzato dall’associazione ‘ReAzione’ del dipartimento di giurisprudenza di UniPa.
“Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”
“Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima”, gridano allora le ragazze della piazza di Palermo. Parole non nuove, prese dalla poesia scritta nel 2011 dell’attivista femminista peruviana Cristina Torres-Cáceres. Frasi udite e ripetute più volte, che hanno già fatto il giro del mondo dopo il femminicidio di Mara Castilla, una studentessa di 19 anni uccisa nel 2017 a Puebla, in Messico.
Da allora, la poesia è infatti diventata virale, rimbalzando nelle manifestazioni dal vivo e sui social di tutto il pianeta a ogni nuova vittima. Davvero troppe per poterle contare.
Le voci della piazza
La rabbia, la voglia di riscatto, la sete di giustizia, straripano in piazza Pretoria. Si respira solidarietà ma si diffonde una cupa consapevolezza: “Può capitare ad ognuna di noi”.
Parlando con la gente in piazza il tema della prevenzione risulta centrale. “Scappate da uomini che vi soffocano e che non vi lasciano spazi. Che si ingelosiscono se uscite con le amiche o che stanno lì, sempre a controllare che fate, che cercano nei vostri cellulari le prove di chissà quali misfatti”. È il consiglio di alcune mamme.
“Pretendiamo giustizia”
Anche la paura è tanta. Tra la folla c’è chi ha comprato e tiene in borsa ‘armi’ per difendersi. “Io cammino sempre col mio spray al peperoncino – svela una giovane studentessa -. Quello che è successo a Sara e Ilaria mi ha davvero sconvolta. Questi femminicidi toccano ognuna di noi ed è per questo che siamo qui a manifestare. Pretendiamo giustizia e interventi decisi da parte dello Stato per scongiurare che episodi come questi possano succedere ancora”.
