PALERMO – C’è chi riceveva “le ossa” e chi “da mangiare”, diceva Agata Lo Presti parlando di Giuseppe Auteri. “Sto buttasangue”, aggiungeva sprezzante la donna. Criticava la distribuzione dei soldi da parte di Auteri che durante la sua latitanza, finita a marzo 2024, prese le redini del mandamento mafioso.
La moglie dell’anziano boss
Di soldi ne giravano parecchi a Porta Nuova. Averli ricevuti ha fatto scattare il reato di ricettazione aggravata per i parenti dei mafiosi, ora indagati nell’inchiesta sfociata nel blitz dei carabinieri. Il denaro non doveva mancare ad Agata Ruvolo, la moglie dell’anziano boss Calogero Lo Presti. Tra dicembre 2024 e marzo 2025 alla donna sarebbero stati consegnati 6.700 euro extra a cui vanno aggiunti 500 euro al mese per il mantenimento.
I parenti dei mafiosi e la cassaforte
Una volta Agata Lo Presti, moglie di Nicolò Di Michele, uomo della droga, avrebbe battuto cassa con veemenza. Pretendeva più soldi e avrebbe cercato di fare valere il peso mafioso del nonno Calogero. In un’intercettazione la donna raccontava di avere fatto un prelievo di contanti nella cassaforte dell’abitazione della suocera dove sono stati trovati e sequestrati 315 mila euro.
C’è chi fa la fame
Eppure a Porta Nuova c’era chi non navigava nell’oro. Vanessa Verdone, figlia di Roberto arrestato nel blitz “Vento”, si sfogava: non le erano rimasti che “gli occhi per piangere”. La sorella Daiana si diceva disponibile anche a rinunciare a parte del mantenimento: “… non sono più 400 dammene 250 alla settimana”.
Sarebbe andata decisamente meglio a Roberta Presti, moglie del mafioso Francesco Arcuri (seguendo la donna i carabinieri sono arrivati alla cattura del latitante) e grande amico di Giuseppe Auteri. Quest’ultimo non le avrebbe fatto mancare il denaro per ogni esigenza: dall’acquisto di un giubbotto ad una più costosa Fiat 500.
Il 4 marzo 2024 Auteri è stato arrestato (“Mi hanno fregato”, disse il boss) qualcuno commentò: “Anzi ci arrivò a prendere pure la macchina… ora gli è finita l’America… si è consumata Roberta”.

