Il centrodestra si prepara al ‘ritorno del re’ già incoronato. Nulla, ormai, si frappone tra il presidente Renato Schifani e la sua candidatura raddoppiata. In effetti, sussistevano pochi dubbi pure prima. Ma si sa che, in politica, le pubbliche attestazioni di stima possono covare strategie diverse.
In ogni caso, l’eventuale competitor più accreditato fino a ieri, il presidente dell’Assemblea regionale, Gaetano Galvagno, sembra definitivamente fuori dalla partita. Non sappiamo quali saranno gli sviluppi dell’inchiesta che lo ha chiamato in causa. Un esito a lui favorevole potrebbe cambiare gli scenari? L’opzione appare, comunque, complicata, perché l’immagine dell’inquilino di Palazzo dei Normanni si è deteriorata in percentuale significativa, a prescindere dal percorso giudiziario. Fratelli d’Italia segue con apprensione gli sviluppi.
Il candidato “sarà Renato Schifani…”
Svanita verosimilmente la rincorsa del possibile campione dei meloniani (e non sarebbe semplice trovarne un altro con quei requisiti), non si vede come, in ambito Forza Italia, potrebbe scaturire una rotta diversa da quella che indicherà Schifani per il bis elettorale. Le parole di Antonio Tajani, a riguardo, suonano irrevocabili: “Sarà Renato Schifani il nostro candidato, sarà lui il prossimo presidente della Sicilia”.
Lo stesso presidente in carica ha ricordato, chiacchierando con LiveSicilia.it: “C’è una regola consolidata nel centrodestra che ricandida gli uscenti: abbiamo molti esempi sul punto. Su questo sono sereno e non abbocco né ai veleni, né alle chiacchiere isolate. Lavoro per i siciliani, nella prospettiva di due mandati”.
Se il centrodestra ha già il suo sovrano democratico, il centrosinistra sta cercando di organizzarsi, per mettere insieme i cocci e ripartire. La frattura interna al Pd non è composta: può rappresentare un vero grattacapo per l’unità di intenti del partito e per la coalizione.
Centrosinistra: il campo largo e le scelte
Le chanches passano dal cosiddetto ‘campo largo’, un tema nazionale. Ma sarà determinante la scelta del reggente e candidato che avrà, dunque, il compito di sorreggere un insieme non semplice da amalgamare, nella sfida difficilissima delle Regionali 2027. Un appuntamento dietro l’angolo, secondo i ritmi della politica.
Molto dipenderà dal modo in cui il centrosinistra deciderà di porsi. Se avrà il coraggio di osare e proiettarsi fuori dagli schemi che l’hanno condannato a insuccessi reiterati, potrà, nella peggiore delle ipotesi per quello schieramento, ottenere una accattivante e coraggiosa sconfitta su cui costruire un nuovo progetto di rivincita. Nella migliore: si giocherà la partita. In caso contrario, celebrerà soltanto l’ennesimo patatrac senza via di scampo. Ecco il bivio, ma il tempo stringe.
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