PALERMO – Il suo nome un paio di anni fa era saltato fuori in un’indagine per droga. O meglio, i poliziotti avevano messo gli occhi su un giro di rapinatori ed emerse la figura di Alessio Muratore in un rivolo sullo spaccio allo Zen.
Ed è sugli stupefacenti che ci si concentra per ricostruire quanto accaduto nella notte di mercoledì 27 agosto. Muratore è stato gambizzato intorno a mezzanotte. Ai poliziotti della Squadra mobile ha raccontato che stava camminando in via Rocky Marciano quando qualcuno gli ha sparato, ferendolo all’arteria tibiale.
Chi ha fatto fuoco? La vittima ha detto di non averlo visto. Un silenzio, il suo, che non convince. Ad accompagnarlo all’ospedale Villa Sofia sono stati alcuni amici.
Di pistolettate allo Zen negli ultimi tempi ne sono state esplose parecchie. C’è una faida tra gruppi rivali per la spartizione delle piazze di spaccio e della gestione delle scommesse, ma non è detto che quest’ultimo episodio si inserisca nel solco dei precedenti. A farne le spese l’intero quartiere, soprattutto le famiglie perbene che vi abitano.
Un clima di fibrillazione alimentato dalle assenze forzate dei boss. In tanti sono stati arrestati, il ricambio è in corso. Nel frattempo tra i mafiosi c’è amarezza, cristallizzata in una frase: “Per sistemare lo Zen ci vogliono i cannoni”.

