PALERMO – “A Palermo le famiglie e le attività commerciali stanno ricevendo in questi giorni bollette dell’acqua Amap con importi stratosferici, dovuti all’applicazione retroattiva di un aumento tariffario che risale al gennaio 2024. La decisione di addebitare in un’unica soluzione gli arretrati di oltre un anno ha creato disagio e preoccupazione”. Lo dice Mariangela Di Gangi, consigliera comunale del Pd, che ha presentato un’interrogazione al sindaco, definendo il tutto “inaccettabile” e chiedendo un intervento immediato.
La consigliera Di Gangi sottolinea come il Comune, in quanto socio di maggioranza dell’Amap, non possa rimanere in disparte ma abbia il preciso dovere di esercitare controllo e vigilanza sulle scelte dell’azienda.
Di Gangi chiede di sapere quanto denaro deriverà dagli aumenti nei prossimi cinque anni e come verrà utilizzato per migliorare il servizio idrico. Soprattutto, la consigliera del Pd mette in discussione la modalità scelta per il recupero degli arretrati, chiedendo perché non si sia preferito distribuire l’importo nel corso dei cinque anni del nuovo periodo tariffario, anziché concentrarlo in un’unica bolletta.
“Questa situazione – afferma – non è una fatalità, ma una scelta gestionale. L’amministrazione comunale non può voltarsi dall’altra parte mentre cittadini e imprese vengono colpiti da bollette spropositate per consumi dei mesi già passati, la cui legittimità per altro è tutta da verificare. Il sindaco ha l’obbligo di intervenire”.
Amap: “Garantita la possibilità di rateizzare i pagamenti”
“Amap garantisce agli utenti la possibilità di rateizzare gli importi della fattura che comprende anche il conguaglio 2024/25”, si legge in una nota diffusa dall’Amap.
“Ciò a seguito dell’approvazione da parte di Arera (luglio 2025) del nuovo piano tariffario con effetto retroattivo al gennaio 2024. Nella fattura del mese di ottobre 2025 sono inseriti l’incremento del 7,2% relativo al 2024 e un ulteriore 7,6% relativi ai consumi dell’anno corrente. Il piano di rateizzazione prevede un anticipo pari al 30% dell’importo in fattura e 12 rate mensili”.

